Tanta attesa, entusiasmo alle stelle e tifosi eccezionali per la trasferta di Latina, che ha visto i circa 1800 supporter biancoverdi rammaricati per la prestazione del tutto opaca degli uomini di Rastelli, sostituito in panca dal vice Dario Rossi. Troppo facile gettare le colpe sulle novità di formazione rappresentate da Catania e dal 4-4-2, quindi, è preferibile evitare di alzare polveroni ed è consigliabile sostenere sempre la squadra, ora più  che mai perché comunque l’Avellino continua a guardare tutti dall’alto verso il basso, nonostante i tre punti recuperati dall’inarrestabile Perugia. Tornando alla partita di ieri pomeriggio, ciò che è certo è che la compagine pontina ha meritato ampiamente la vittoria, tenendo bene il campo e costringendo più volte la retroguardia avellinese, guidata da un Di Masi imbambolato, a sbandare clamorosamente come in occasione dei due gol di Jefferson. Una domenica di certo storta per i Lupi, non aiutati dall’atmosfera che si respirava in terra laziale, in cui il bottino pieno mancava da ben sei giornate, decisamente troppe per una squadra che ha dominato gran parte del campionato.

Ecco che allora il cambio al timone ha fatto raddrizzare le orecchie a Barraco e compagni che più volte avevano dichiarato in settimana di voler giocare la partita della vita contro la capolista del torneo. Ci sono riusciti e complimenti agli avversari. In casa Avellino, bisognerà subito voltare pagina e sfruttare la sosta per rinfrescare le idee in vista della sfida interna contro l’Andria che manco a dirlo, potrebbe essere decisiva, al Partenio. Testa bassa e lavorare verrebbe da dire, proprio quello che hanno sempre fatto gli uomini di Rastelli nell’arco di questa stagione e proprio in questo modo sono riusciti ad agguantare il primato e a conservarlo senza particolari problemi; il passo falso di ieri poteva anche starci, un lusso che potevamo anche concederci, ma dalla prossima gara in poi non bisogna sbagliare. Guardiamo in casa nostra e non in quella del Perugia, perché oggi siamo ancora noi i padroni del nostro destino. A tre giornate dalla fine, non è affatto poco.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 15 aprile 2013 alle 00:00
Autore: Pellegrino Marciano
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