Difficile, per non dire impossibile, raccontare e spiegare ciò che si è visto al Partenio in occasione della sfida contro il Pisa. Circa quindici mila persone, tutti uniti con un unico scopo: festeggiare il ritorno dell’Avellino nel calcio che conta; bandiere che sventolano, vessilli biancoverdi di ogni genere e migliaia di voci in coro a sostenere coloro che ci hanno regalato un sogno, soltanto sussurrato agli inizi di questa stagione, rivelatasi oggi, fantastica! Se nel mese di settembre ci avessero svelato che lo stadio avrebbe ospitato questo spettacolo, saremmo di certo rimasti con molto più di qualche dubbio, ma i ragazzi di Rastelli ci hanno fatto gioire in una maniera del tutto inaspettata, facendoci riscoprire quelle vecchie emozioni che mancavano nel capoluogo irpino ormai da un po’ di tempo. Indescrivibile la festa sugli spalti; coreografie da brividi, calciatori che osservavano più il pubblico che la partita; addirittura, i panchinari filmavano con ogni tipo di mezzo a disposizione, l’apoteosi biancoverde, sintomo di una ricongiunzione ormai quasi del tutto completata tra squadra e tifoseria. Dispiace aver chiuso il campionato con una sconfitta, ma niente può rovinare uno spettacolo come quello visto ieri pomeriggio; l’Avellino lascia la Lega Pro e si prepara ad una nuova avventura in serie B. Certo, ci sarà la Supercoppa contro il Trapani, diranno, per impacchettare con i fiocchi una straordinaria cavalcata, ma la voglia e la fame di fare bene in cadetteria sono troppo forti dopo le cocenti delusioni di cui tutti conosciamo la storia. Ci si affida ad una società sana, a cui vanno i più sentiti complimenti e ringraziamenti da parte di tutto il tifo biancoverde, che si è mostrata seria e capace di ottenere ciò che si era prefissata. Ci si affiderà ancora a Massimo Rastelli, di cui abbiamo saputo apprezzare le doti di calciatore prima e di allenatore poi, uno che la piazza di Avellino la sente sua. Si ripartirà da questo grande e splendido pubblico, emozionante per certi versi, che ha riportato la tradizione e la cultura del calcio avellinese di un tempo; un grande plauso va anche a loro, che hanno saputo trascinare una squadra partita con gli sfavori del pronostico, ma che con grande tenacia è riuscita a zittire tutti gli scettici e ci ha permesso di fare festa grande, festa con cui si chiude il campionato dei Lupi. I riflettori si spengono, l’adrenalina è ancora tanta, ma pensiamo al futuro, possibilmente sereno. Che B…ello è!

Sezione: Editoriale / Data: Lun 13 maggio 2013 alle 00:34
Autore: Pellegrino Marciano
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