"Ho sempre creduto fin dall'inizio in questa promozione e ci ho messo la faccia. Ci può stare che allenatori e dirigenti abbiano preferito fare da pompieri durante l'arco della stagione; io, però, sono un ottimista di natura". Queste le parole del presidente dell'Avellino Walter Taccone che si racconta ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, toccando vari argomenti, tra cui possibili cambiamenti negli scenari societari: "Con onestà devo ammettere che già sapevo di un possibile addio della famiglia Iacovacci una volta raggiunta la Serie B. Mi avevano parlato di questa possibilità già tre anni fa. Il problema è legato anche a possibili conflitti di competenze visto che la famiglia Iacovacci è alla guida di un gruppo imprenditoriale che lavora anche con le leghe di Serie A e B. Sono, comunque, persone serie e di parola; spero ci ripensino".
Il patron dei lupi torna a parlare della splendida cavalcata della squadra di Rastelli: "Non ho mai avuto il timore di non farcela. E' normale che in una stagione ci siano anche dei momenti difficili ma ho sempre confidato nella forza di questo gruppo che con il tempo è diventato sempre più consapevole delle proprie potenzialità. Molto importanti, nel nostro cammino, sono state le vittorie di Pisa e Prato".
Il massimo dirigente dell'Avellino parla anche dell'operato di mister Rastelli: "Non ho mai pensato di rinunciare a lui. Alcune volte mi è capitato di incontrare dei tifosi che me lo chiedevano ma ho sempre risposto loro alla stessa maniera cioè che era l'allenatore sul quale avevamo deciso di puntare e nel quale credevamo tanto. Massimo è stato bravo ad ascoltare anche i consigli di De Vito e di mio figlio Massimiliano. Dovevamo imporre il nostro gioco perché avevamo la forza di farlo. Ha gestito alla grande il gruppo; non era facile, alcune volte, rinunciare a delle vere e proprie istituzioni come Biancolino, Millesi e De Angelis. Ha curato i rapporti e gli equilibri dello spogliatoio in maniera esemplare".
Sull'Avellino del futuro il presidente ha le idee chiare: "Ripartiremo da Rastelli e De Vito; considero quest'ultimo un mio figlioccio, con lui ho un bellissimo rapporto. Vogliamo concludere il prossimo campionato nella parte sinistra della classifica. Sappiamo che sarà difficile essere competitivi in B ma noi siamo in grado di programmare. Vogliamo creare fin da subito un gruppo forte, con l'obiettivo di arrivare al mercato di gennaio con solamente pochi ritocchi da fare. Abbiamo dei giovani bravi, dobbiamo rinforzarci, però, con elementi davvero forti. Credo servano almeno due giocatori importanti per ogni reparto. Queste sono le priorità. Ciò, però, non vuol dire smantellare la squadra e contemporaneamente cedere ma su questo non mi esprimo".
Taccone affronta, infine, altre tre tematiche rilevanti come l'assetto societario futuro, la questione logo e quella legata allo stadio: "Sono sempre aperto a chiunque voglia darmi una mano. Sono disponibile a dividere le quote anche tra tre o quattro soci. Sarei disposto a fare un passo indietro, non sono attaccato alla poltrona. Posso, senza problemi, fare anche il vice-presidente o il presidente onorario. Portare avanti l'Avellino, però, è un impegno non da poco. Fino ad ora ho ascoltato solo tante chiacchiere, in questa provincia l'imprenditoria è assente e ci tengo a dirlo a caratteri cubitali. E' arrivata qualche proposta ma non da irpini; volevano il 100% delle quote ma francamente non me la sento di abbandonare del tutto questa mia creatura.
La vicenda logo mi ha amareggiato molto. Noi volevamo acquistarlo per soddisfare un desiderio dei nostri tifosi. Una volta in nostro possesso, lo avremmo donato alle istituzioni e, di conseguenza, ai tifosi stessi. Mario Dell'Anno deve donare il logo ai tifosi ma sembra che non voglia farlo visto che vuole cederlo solamente in comodato d'uso. Se lui agirà allo stesso modo in cui avrei agito io il logo tornerà sulle nostre maglie altrimenti non se ne farà nulla. Non so se ci sia un disegno con altri fini. So solo che la mia forza sono le 16mila persone presenti domenica scorsa contro il Pisa, tanti appassionati legati a questi colori al di là del nome. Una massa enorme contro un'esigua minoranza di tifosi che non vogliono venire allo stadio ma che noi aspettiamo sempre.
Abbiamo un progetto di ristrutturazione anche per lo stadio Partenio. I miei tecnici sono al lavoro. Possiamo investire una cifra vicina al milione di euro ma poi ci vorrà una convenzione di almeno venti anni. C'è il tempo necessario per avere l'ok dell'Osservatorio. Appena si insedierà la nuova amministrazione comunale cercheremo di ottenere un documento equipollente da girare all'Osservatorio stesso in modo da essere pronti per l'agibilità già a fine luglio".

 

Sezione: Copertina / Data: Sab 18 maggio 2013 alle 09:40
Autore: Carmine Roca / Twitter: @carm_roca
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