Dodici mesi dopo, la dolce vendetta della Scandone

 di redazione TuttoAvellino Twitter:   articolo letto 809 volte
Dodici mesi dopo, la dolce vendetta della Scandone

Meno di un anno fa, era il 30 maggio 2016, la Sidigas Avellino si inchinava, al PalaBigi, alla GrissinBon Reggio Emilia in una storica e bellissima gara 7. Sfida intensa ma dal triste esito per i lupi d'Irpinia. Addio sul più bello al sogno di giocarsi per la prima volta una finale scudetto. Fortuna che il tempo è galantuomo, e la vendetta è un piatto che va servito freddo. E che piatto! Il fato fa incrociare avellinesi e reggiani già al primo turno dei play off di quest'anno. Quarto di finale al meglio delle 5 partite e fattore campo a favore della squadra di coach Pino Sacripanti. Risultato? Serie chiusa 3-0 e risultato mai realmente in discussione. Gara 1 dominata con un +18 schiacciante. Gara 2 vinta in rimonta con un parziale fantascientifico di 16-3 (16-0 prima dell'inutile tripla finale reggiana) negli ultimi 4 minuti per il +8 finale. E gara 3? Gara 3 è una vera e propria apoteosi per il popolo biancoverde. Reggio è avanti di 1 punto a 3" dalla sirena. Palla in mano al play, al capitano, al folletto di Philadelphia, Marques Green. Sembra in difficoltà dall'asfissiante difesa GrissinBon, ma riesce in un fazzoletto a pennellare un passaggio al bacio per un altro veterano in maglia Sidigas, Martean Leunen. Il 10 della Scandone si libera dalla marcatura e va a prendersi il passaggio sul centro destra dell'area reggiana. A meno di un secondo dal suono della sirena riceve ed immediatamente rilascia dolcemente dai suoi polpastrelli il pallone che vale il match point. Il tempo scorre veloce, ma quegli ultimi decimi di partita sembrano durare un intero anno. Giocatori e tifosi sono con il fiato sospeso. Sia quelli al palazzetto che quelli a casa incollati davanti la TV. La palla esce dalle mani di Luenen e lentamente inizia la sua parabola. Il cuore del popolo irpino batte forte. In un istante ritorna alla mente la delusione di 12 mesi prima. Un vero e proprio incubo! Nel frattempo la palla continua la sua corsa verso il ferro. Il fiato resta sospeso. Non c'è tempo per respirare. O dentro o fuori. O vittoria o sconfitta. La sirena suona, la palla è in fase discendente. Il pubblico di casa è in silenzio, quello irpino inizia un piccolo sospiro. BOOM! La rete si gonfia, il sorpasso si materializza, la serie è chiusa. Reggio è K.O. senza possibilità di replicare. Grazie Martean, sei tu l'eroe della serata. Esplosione di gioia incontenibile. La paura è passata, l'incubo anche, il sogno resta vivo più che mai. La super sfida con Della Valle è vinta. La vendetta è servita. Avellino vola al turno successivo, Reggio Emilia va a casa davanti al suo pubblico. Era impossibile immaginare un esito più emozionante. Una sensazione indescrivibile. Ancora una volta il basket si rileva essere uno sport fantastico. Il canestro di Leunen cancella in un attimo la sconfitta della scorsa stagione. Un risultato che tanto fece male alla Scandone e ai suoi tifosi, ora è soltanto un remoto ricordo. Il presente è tutt'altra cosa. Quello di oggi è un risveglio dolcissimo per l'Avellino del basket. I lupi sono in semifinale per il secondo anno consecutivo. Anche questa è storia. Una storia, un romanzo, che ha ancora tante altre pagine da scrivere. Magari già da questa primavera. Una finale prima, un tricolore poi. Sarà una montagna difficile da scalare, ma ora la vetta è molto più vicina. Sognare è lecito. C'è una favola tutta da inventare e vivere insieme. Magari con il tanto agognato lieto fine.

Fiore Cappuccio