Il patron dell’Avellino, Walter Taccone, si è concesso una domenica di riflessione per far luce sui punti oscuri che hanno firmato la debacle del Partenio contro la Virtus Lanciano. «Visto l’esito della sfida col Lanciano, vista la classifica, potrebbe sembrare ridimensionato il nostro obiettivo: io ci credo ancora. Aspettiamo che Rastelli riveda e rifletta a mente fredda il da farsi, senza condizionamenti emozionali, reazioni istintive che sono umane» - osserva il numero uno del club bianco verde dalle colonne de “Il Mattino -  Al di là delle dichiarazioni a caldo di Massimo Rastelli che da buon padre di famiglia ha difeso i suoi ragazzi anche alla luce delle sue scelte, Walter Taccone però tuona: «Le alternative ritengo che ci fossero: così, purtroppo non si va da nessuna parte. Non si tratta di voler difendere qualcuno, ma non era certo facile senza cinque titolari, chi gioca forza assente come Arini e Izzo, chi a mezzo servizio perché febbricitante: Bittante con trentotto e Galabinov con mezzo grado di temperatura in più, oltre a Peccarisi che lamentava dolori ad un ginocchio. E togliendo Juve e Napoli, che di questo tipo di gap non  risentono, come la nostra, diventano normali. Se ad una giornata, definiamola di imprevisti, aggiungiamo le prove no di qualcuno, cito Terracciano, da quattro gare assente e distratto, le cose si complicano. Terracciano era considerato uno dei migliori della B, ma sabato si è dimostrato di gran lunga inferiore a Sepe, vero dominatore in area con sicurezza e tempismo. Credo che tra i pali si debba pensare di cambiare».

Sezione: Copertina / Data: Lun 17 febbraio 2014 alle 08:40
Autore: Redazione Web
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