Aliberti: "Tra Avellino e Salerno solo una forte rivalità. Il derby lo vince..."

 di Pellegrino Marciano Twitter:   articolo letto 1263 volte
Aliberti: "Tra Avellino e Salerno solo una forte rivalità. Il derby lo vince..."

Alcuni dei derby più belli della storia granata sono stati vissuti con Aniello Aliberti al comando. L'ex patron, ai microfoni del quotidiano La Città, ha parlato di queste sentitissime sfide, come quella che sabato affonterà la Salernitana di Bollini: "I derby sono quelli cittadini. Più che un derby è un’antica rivalità tra Salerno ed Avellino. Queste sono rivalità italiche che però danno sapore a sfide simili". 

Parola di Aniello Aliberti, il presidente che ha lasciato il ricordo della serie A e degli splendidi anni vissuti sotto la guida di Delio Rossi.

I derby più belli vissuti da presidente?

"Quelli disputati con Sibilia presidente dell’Avellino".

E i più brutti?

"Quelli con l’Avellino del presidente, o patron, o addirittura azionista, Casillo".

Ha mai avuto riti o scaramanzie prima di gare simili?

"Mai creduto a queste cose. Sono invenzioni legate soprattutto al calcio, se si comnicia non si vive più. Vince chi è più forte".

Salernitana in ritiro. Favorevole o contrario?

"Contrario. Se sei preparato lo sei sempre. Il ritiro dovrebbe servire a fornire maggiore concentrazione, per non avere distrazioni settimanali, ma è una formula che a mio avviso lascia sempre il tempo che trova".

Oltre al derby contro l’Avellino ne ha vissuti degli altri anche contro il Napoli.

"Ma penso che per i salernitani sia molto più sentita la sfida con l’Avellino. Quella con il Napoli è una rivalità sportiva nata in una fase successiva, dopo la promozione in B, in quanto al San Paolo pare che i napoletani affiancarono la Juve Stabia. Ma con l’Avellino è una contesa più antica, più forte e sentita dal pubblico. Impossibile paragonare le esperienze da presidente di Salernitana e Avellino ma ci furono derby tra campane anche in C1 con gli irpini. Ma quelle sfide non le ho praticamente mai vissute in maniera diretta. La società costituita tra me e Pugliese faceva si che lui si interessasse dell’Avellino ed io della Salernitana. Fu comunque una bella stagione che per questione di pochi punti non portò l’Avellino alla promozione. Perdemmo una partita importante nel finale di stagione, poi cedetti le quote perché c’era incompatibilità tra le città e me ne rimasi a Salerno".

Le piace l’idea di giocare alla vigilia di Natale?

"Si, è una buona giornata per lo sport. Anche se resto dell’idea di giocare sempre di domenica, alle 15. Insomma, la classica gara del pomeriggio, come una volta, anche perchè è questo l’orario migliore per vedere una partita. Purtroppo questi spezzatini moderni portano anche ad una maggiore disaffezione. Lo spettacolo allo stadio è rimasto ormai solo in A, nelle altre categorie c’è davvero poco".

Rivede in questa Salernitana qualcosa della sua?

"Non lo so, questa squadra ed i giocatori li conosco poco".

Sabato chi vince?

"Sulla carta la Salernitana sembra avere qualcosa in più a livello d’organico ed una salvezza sembra alla portata. Ma l’Avellino gioca in casa e il Partenio può essere decisivo".