Mesbah: "Ho un grande ricordo di Campilongo ad Avellino. Vorrei tornare a giocare in Italia"

 di Ugo De Mattia  articolo letto 1981 volte
Fonte: gianlucadimarzio.com
© foto di Federico De Luca
Mesbah: "Ho un grande ricordo di Campilongo ad Avellino. Vorrei tornare a giocare in Italia"

“Nel calcio il tempo trascorre così in fretta”. Djamel Mesbah ha vissuto diversi anni della sua carriera in Serie A, ma per lui sono stati importanti anche i primi periodi vissuti in Italia. Partiamo dalla vetta. Dall’avventura a tinte rossonere che inevitabilmente gli ha cambiato la vita permettendogli di realizzare un sogno. “Col Milan fu incredibile. Passai in rossonero dopo buone prestazioni messe in mostra a Lecce e fu un’esperienza unica per un giocatore come me: un buon giocatore ma non un campione. Allenarsi con certi fuoriclasse ti fa crescere rapidamente. Ogni minuto trascorso con loro ti fa maturare. Anche perché non erano solo calciatori pazzeschi ma anche ragazzi molto umili. Era impressionante allenarsi a Milanello: un allenamento era spesso più duro di una partita di Serie A per la fame e la grinta con cui veniva affrontato da ciascuno”.

Non solo il Milan pero: “Ho un grande ricordo anche di Mihajlovic, mi è piaciuto davvero molto come preparava la fase difensiva. Poi posso citare Nicola, Halilhodzic in Nazionale, Campilongo ai tempi dell’Avellino e anche lo stesso De Canio che al Lecce mi insegnò a difendere visto che io nascevo come ala. Non vorrei dimenticare nessuno ma posso dire di aver appreso da tutti”.

Ora però per l’algerino classe ’84 è tempo di tornare in campo. Da protagonista. La voglia è tanta, tantissima. “Quando ho terminato l’esperienza col Crotone ero libero. Volevo rimanere in Italia ma successivamente ho accettato l’offerta del Losanna anche per riavvicinarmi a casa. Non è andata come speravo e ad ottobre ho rescisso ma vorrei tornare a giocare prima possibile. Mi manca tantissimo il calcio e in questi 3 mesi di inattività mi sono ricaricato, non vedo l’ora di ricominciare! Voglio dimostrare che non sono morto. A 33 anni posso dare ancora tanto. So che intorno a me c’è l’interesse di diverse squadre anche se non c'è ancora nulla di concreto ma sicuramente voglio tornare in Italia, in Serie A o Serie B. Ma per il Lecce… accetterei anche la Serie C. È la piazza a cui sono rimasto più legato e lì è nato mio figlio. A Lecce ho ancora casa, appena posso torno. Proprio con quella maglia posso dire di essere diventato un giocatore”.