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Avellino, Braglia non parla. Dovrà farlo il campo. Il silenzio è d’oro dopo una settimana paradossale

Avellino, Braglia non parla. Dovrà farlo il campo. Il silenzio è d’oro dopo una settimana paradossale

Piero Braglia non parla alla vigilia della gara con la Virtus Francavilla. Dovrà parlare il campo per l'Avellino, dopo una settimana paradossale

Marco Costanza

Dopo una settimana paradossale, si è arrivati alla vigilia di Avellino-Virtus Francavilla, ottava giornata di campionato di Serie C. Una sfida che è passata un po' in sordina dopo le note vicende della settimana appena vissuta, causate dalla sconfitta umiliante patita con il Monterosi.

In casa Avellino oggi avrebbe parlato mister Piero Braglia, a presentare l'imminente gara, o meglio, probabilmente, in caso di una settimana "normale", lo avrebbe già fatto ieri, visto l'abitudine di parlare a 48 ore dal match. Ma questa volta non parlerà il tecnico toscano.

Sarebbe stato interessante ascoltare le sue parole, capire come abbia vissuto i giorni concitati, in particolare di lunedì e di martedì scorso, quando ormai era di fatto con le valigie pronte. Interessante sarebbe stato capire come il gruppo squadra abbia affrontato gli allenamenti, una volta che si era avuta la certezza della conferma del tecnico, voluta proprio dai calciatori. Di curiosità e spiegazioni il mister ne avrebbe potute dare tantissime.

Ma probabilmente, dopo le tante chiacchiere di questa settimana, dopo i comunicati vari, il clima di tensione creatosi, è giusto che Braglia non parli. Magari, ora come ora,  le sue parole avrebbero potuto causare ulteriori polemiche e rendere ancor più incandescente l'ambiente. Un ambiente che non merita questo e che nessuno avrebbe immaginato che sarebbe arrivato a questo stato.

A parlare, invece, dovrà essere il campo. Il giudice supremo, come sempre. Quel giudice che al momento sta bocciando questo Avellino, sta bocciando i suoi interpreti e l'allenatore, sta bocciando il progetto iniziato a giugno. Ma come ha giustamente detto il patron D'Agostino, "dopo sole sette giornate non è giusto già buttare a mare quanto provato a costruire". E allora è giunto il momento della svolta. Sabato alle 17.30 al Partenio-Lombardi arriva la Virtus Fancavilla, grande sorpresa di questo inizio stagione, seconda con 13 punti a -4 dal Bari capolista. Una squadra che non regalerà nulla, anzi, che proverà ad affondare il colpo su una preda ferita. Una squadra di categoria, che se i lupi la affronteranno con lo spirito visto contro il Monterosi, può fare danni irreparabili.

Servirà un Avellino determinato, cattivo, voglioso di vincere e di dimostrare in campo, ai propri tifosi, l'attaccamento verso questa maglia e il rispetto verso questa piazza. Quel rispetto e quell'impegno decantato nero su bianco nel famoso comunicato. Ma le parole se le porta via il vento se non accompagnate dai fatti. E allora l'occasione arriva a pennello, provare a dare una svolta, dare delle risposte tutti in campo, per mettersi alle spalle questa settimana inspiegabile, dove in tanti hanno commesso degli errori. Di parole ne sono state dette fin troppe. Ed ora è giusto fare silenzio, da parte di tutti, e lasciar parlare il pallone che rotola.

Sabato sera ne sapremo di più del futuro prossimo di questo Avellino. Ne sapremo di più sulle sorti di Braglia, se salverà la propria panchina o se la prossima settimana staremo di nuovo a parlare di un suo avvicendamento. Ne sapremo di più di un progetto che stenta a decollare, ma che è ancora in tempo per farlo.

Resta da attendere ancora poco, per fortuna, dopo aver assistito a qualcosa di inimmaginabile in questa settimana caotica. Scelte sbagliate, parole travisate, errori di esperienza, evitabilissimi. Errori che hanno portato a spaccare un ambiente che pullula di passione, ma che è anche esigente. Il silenzio, in queste circostanze, vale più di 1000 parole. Con la speranza che possa tornare la serenità in casa biancoverde e tornare quell' entusiasmo visto fino ad inizio campionato, in un ambiente ormai inquinato da una vicenda davvero assurda, ma ampliata più del dovuto. Magari è anche il momento di abbassare i toni un po' tutti, è il momento del silenzio e lasciar parlare il campo.

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