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Carriero: “Lavoriamo per portare l’Avellino dove merita. Ciancio? E’ il leader del gruppo. Occhio a Messina”

Foto Screen prima tivvù

Le parole del centrocampista dell'Avellino, Peppe Carriero, che parla del ritiro e del rapporto con Simone Ciancio.

Marco Costanza

Il centrocampista dell'Avellino, Peppe Carriero, è stato ospite a Notte Ritiro di Prima Tivvù, dove ha parlato di diversi temi e dei primi giorni di ritiro a Roccaraso.

Queste le sue parole: "Il ritiro procede bene, i carichi di lavoro sono abbastanza importanti ma è giusto così, faticare ora per poi avere un'ottima condizione durante il campionato. 

Sul 4-3-1-2: "Cambia poco per me. Diciamo che siamo più offensivi, anche con i nuovi giocatori arrivati. Ho già giocato in passato con questo modulo in Serie C, dove ho fatto ottime annate. A me cambia poco, avremo anche un punto di riferimento in più in avanti e magari potremmo avere maggiori occasioni per fare gol. Ci stiamo lavorando, poi vedremo se sarà un valido modo di giocare".

Sulla concorrenza: "Ci stimola tanto, senza concorrenza non ci sarebbero giocatori. Sono arrivati bravi ragazzi, gente seria e professionista. Il gruppo è compatto, ci troviamo tutti bene. Quando hai tanti giocatori forti in rosa va bene. Poi chi starà meglio giocherà e la competizione è giusto che si crei". 

Sul mister: "E' molto schietto, come sempre. Ora si riparte da zero. Ripartiamo da una buona stagione ma ora si parte da capo, vogliamo cercare di andare in B. Il lavoro che stiamo facendo è solo quello per portare l'Avellino dove merita". 

Su Ciancio: "E' il leader della squadra. Fa unire tutti nei momenti di difficoltà. Lo conoscevo già, ma ad Avellino l'ho conosciuto meglio. Ciancio è una persona genuina, vera, sono fortunato aver conosciuto una persona come lui e aver legato. Sono felicissimo". 

Sulla città di Avellino: "Non l'ho vissuta molto, anche a causa del Covid. Posso dire che ha un corso bellissimo, ma ho visto poco. Quest'anno se avremo maggiore libertà spero di visitarla meglio". 

La carriera: "Dal Renate, dove non fui confermato ad Avellino, ho trovato poche persone che hanno creduto in me. Sono andato via a 16 anni da casa. Ora sono due anni, dal Monopoli ad Avellino, c'è gente che mi stima e mi vuole bene". 

Il gol: "Quello di Cava è mio. E' una mia rovesciata, Maniero ha esultato. Il gol è mio, Maniero non può prendersi un gol così". 

Sui nuovi: "Conosco benissimo Mastalli. Matera lo conoscevo da avversario, ed è un giocatore molto valido. Però se devo dare un nome mi sta piacendo Messina, che è giovane, parla poco, si dà da fare e potrà essere il nostro asso nella manica".

Sul problemino: "Sto bene. Oggi ho ripreso. Avevo preso un pestone dove ho avuto un problema al pollice del piede, ma ora sto bene". 

Sulla fascia da capitano: "Il capitano è Mirko e sarà lui. Ho avuto l'onore di indossarla con il Teramo ma ci sono delle gerarchie da rispettare". 

Sul soprannome della ruspa: "Ormai sono la ruspa. Il mister dalla mattina alla sera mi chiama ruspa. Fa piacere. Si crea sempre un rapporto stupendo". 

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