Dall'incubo al trionfo: tutto in nove mesi. Sulla passione dei tifosi bisogna costruire il futuro, il meglio deve ancora venire...

13.05.2019 08:55 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
Dall'incubo al trionfo: tutto in nove mesi. Sulla passione dei tifosi bisogna costruire il futuro, il meglio deve ancora venire...

7 agosto 2018 - 27 gennaio 2019 – 12 maggio 2019. Tre date significative. La prima, come dimenticarla. In un caldo pomeriggio d’estate si consumava il dramma di una città intera, piombata in un incubo senza fine, scivolata nuovamente nel baratro della Serie D. Tutta colpa di una fideiussione che, a guardare bene il panorama calcistico italiano, non era nient’altro che una goccia in un oceano di cose da cambiare, di un sistema marcio e logoro che ha permesso a società con problemi ben più gravi di iscriversi e disputare un campionato intero. L'Avellino ha pagato la troppa meticolosità di chi ha poi chiuso un occhio - o entrambi - su situazioni peggiori, trasformatesi in pagliacciate deleterie per l'intero movimento. Ma tant'è, il passato è passato

La seconda data, invece, ha rischiato di segnare il punto di non ritorno della gestione De Cesare. La sconfitta a Cassino, al termine di una prestazione inguardabile dell'undici biancoverde, poteva far calare i titoli di coda sul campionato dell’Avellino, tramortito e maltrattato dal sorprendente Lanusei di Gardini e Bernardotto, capace di rifilare addirittura dieci punti di scarto al più blasonato Avellino, quando mancavano meno di cinque mesi dalla fine del campionato. Campionato finito? Ma anche no.

In tanti quel giorno hanno perso le speranze e come dargli torto. Ma c'è pure pure chi ci ha sempre creduto. A partire dalla squadra, guidata da Giovanni Bucaro, che ha avuto il merito di mettere da parte il suo credo calcistico, quel 4-3-3 che male si amalgamava con le qualità della rosa a sua disposizione, e con umiltà ha abbracciato il più modesto ed elementare 4-4-2: è stata la svolta della stagione.

L’Avellino ha macinato vittorie e record, inanellando undici successi di fila, superando di due quelli accumulati da Salvatore Marra alla guida dell’Avellino versione 2009-2010, tagliando a braccia alzate il traguardo di una Serie C che appariva utopica e inarrivabile, ma che con la forza di volontà e lo spirito di sacrificio che contraddistingue gli abitanti di questa terra, è diventato realtà: ieri, 12 maggio 2019.

L’Avellino è tornato nei professionisti dopo un anno di inferno, di trasferte su campetti di periferia, di sfide contro compagini mai affrontate prima, di insidie lungo un percorso tortuoso, anche complice scelte sbagliate a inizio stagione, probabilmente dettate dalla fretta e dall’inesperienza dei singoli. Con il passare delle giornate l’intero sistema è migliorato, a partire dalla dirigenza, che ha azzeccato in toto il mercato di riparazione portando alla corte di Bucaro, sostituto dell’esonerato Graziani, calciatori del calibro di Dionisi, Da Dalt e Di Paolantonio, ai quali si sono aggiunti i giovanissimi Viscovo e Betti e l’attaccante Alfageme, che avrà modo di farsi valere in un campionato, quello di Serie C, che potrà esaltare meglio le sue qualità: ne siamo sicuri.

Azzeccati si sono rivelati anche gli ingaggi di De Vena e Matute, di Morero e Sforzini, di Parisi e Tribuzzi: di questi due, ne sentiremo parlare. Sono stati commessi anche errori, tutti perdonati durante la disperata rimonta per la Serie C. Avellino si è riscoperta pazza della sua squadra del cuore. Oltre 5000 persone in trasferta, per uno spareggio per la Serie C, è roba da pochi. Giovedì in due ore e mezza sono stati venduti 3000 biglietti, venerdì in mezz'ora ne sono evaporati altri 980. Il segnale evidente di un riavvicinamento significativo del popolo irpino alla sua squadra. E' questa la base per costruire i successi futuri, perché il meglio deve ancora venire. Guai ad accontentarsi, guai a sperperare il patrimonio di fedeltà e passione incondizionata di una meravigliosa tifoseria, sempre presente nel corso della stagione, superlativa a Latina, sensazionale ieri a Rieti.

Lo speaker, nel corso della partita col Lanusei, ha più volte pregato i sostenitori biancoverdi presenti in Tribuna Vallesanta di andarci piano con i saltelli e l’euforia dilagante: la struttura avrebbe potuto crollare.

Il prossimo obiettivo dell’Avellino è lo Scudetto dilettanti, che passa anche dalla prossima gara in programma al Partenio-Lombardi. Domenica si torna a fare sul serio, arriva il Bari, mattatore del girone I, ieri fermato sullo 0-0 dal Picerno, vincitore del raggruppamento H, e terza incomoda del triangolare centro-meridionale. Poi, finita la stagione, si dovrà programmare il futuro, migliorando se possibile l’assetto dirigenziale, costruendo una squadra che possa affrontare da protagonista un torneo di terza serie che si preannuncia difficile e affascinante. L’Avellino è tornato in Serie C, ma i palcoscenici che gli competono sono altri.