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Giovanni D’Agostino: “Non esonerare Braglia è stata una scelta impopolare ma giusta. Bari? Voglio il Partenio gremito”

Giovanni D’Agostino: “Non esonerare Braglia è stata una scelta impopolare ma giusta. Bari? Voglio il Partenio gremito”

Le parole di Giovanni D'Agostino che parla del momento in casa biancoverde e in vista di Avellino-Bari

Marco Costanza

In una lunga intervista rilasciata a TuttoC.com, Giovanni D'Agostino, amministratore unico IDC, ha parlato di tanti temi, della stagione in corso dei lupi, degli obiettivi da raggiungere e tanto altro.

Queste le sue parole: "Sono due anni che il Lupo è diventato di famiglia, anche se in passato come main sponsor siamo sempre stati vicini al club. Conosciamo bene la piazza, da irpini nati e cresciuti in queste zone conosciamo bene le dinamiche. Diciamo che stiamo rispettando la timeline del nostro progetto: l'anno scorso siamo partiti dal rifondare il nostro settore giovanile, col progetto Youth che prevede per esempio l'under 16 e la cantera biancoverde, che accoglie ragazzi dal 2013 al 2008. Abbiamo le Wolf Woman, in generale stiamo facendo rete sul territorio: vogliamo valorizzare l'intera provincia. Poi ovviamente non possiamo puntare solo sui ragazzi della zona, quindi cerchiamo a tutti i livelli dei profili interessanti. Io penso che aver portato in società uno come Nando De Napoli, l'unico irpino ad aver giocato i mondiali, come coordinatore tecnico sia una cosa molto importante".

Sul nuovo stadio: "Anche in questo caso direi in linea. Ovviamente ci sono dei tempi burocratici da rispettare, ma stiamo rispettando la tabella di marcia che ci eravamo proposti. Il progetto è ambizioso, non sarà uno stadio da Serie C".

Sui tempi: "Durante la presentazione c'è stato un po' di ottimismo, penso che parlare di date sia un po' controproducente al momento. Diciamo che siamo a buon punto. E che il presidente (Angelo Antonio D'Agostino, padre di Giovanni e imprenditore attivo, tra gli altri, nel campo dell'edilizia, ndr) è abituato a costruire. Come dicevo non è uno stadio da Lega Pro, ragion per cui non ci aspettiamo di giocare subito: diciamo che ce lo dobbiamo meritare".

Sulla pandemia: "Soprattutto perché non abbiamo ereditato nulla, il club era vuoto. Anzi, era pieno di debiti a causa di una gestione difficoltosa negli ultimi anni. Molti dicono che senza la nostra famiglia sarebbe stato spacciato: non voglio dirlo, ma abbiamo rifocillato il lupo e ora deve essere pronto per azzannare. Diciamo che la forza del presidente e del gruppo è stata importante in questo senso. Noi appena ci siamo presentati abbiamo scelto di fare i playoff che costarono 3-400 mila anche solo per i tamponi. Era un messaggio: non ci tiriamo indietro e non ci tireremo mai indietro, anche se era un momento delicato perché partivamo dal decimo posto, c'erano situazioni da risolvere a livello contrattuale e per certi versi sarebbe potuto essere più logico non farlo".

Sulla stagione: "Se guardo all'anno scorso, a questo punto avevamo 24 punti. Oggi ne abbiamo tre in più, quindi dico che un passo in avanti per ora l'abbiamo già fatto. E aggiungo che per fortuna non vedo una squadra ammazzacampionato com'era la Ternana nella scorsa stagione. Il presidente non lo ha mai nascosto: oltre a sognare, di solito fa di tutto perché i suoi sogni si realizzino. Oggi l'obiettivo è fare il salto di categoria: l'anno scorso ci siamo già andati abbastanza vicini, quest'anno ci siamo impegnati anche sul mercato, abbiamo una rosa lunga e ci aspettiamo che renda.I conti si fanno a fine campionato, è quello il momento di tirare le somme. L'anno scorso a questo punto del campionato avevamo lo stesso gap col Bari e l'abbiamo rosicchiato nel girone di ritorno, che è un altro campionato a tutti gli effetti. Questo lo sappiamo tutti, dal ds Di Somma al mister Braglia. Diciamo che nulla è impossibile. Certo, pretendiamo che si faccia di più, che i ragazzi facciano il possibile perché ci si possa identificare in questa squadra. Abbiamo affrontato tante difficoltà finora, soprattutto nella partita di Monterosi: ecco, lì non mi sono sentito rappresentato dai nostri calciatori. Per fortuna i ragazzi hanno capito cosa significa giocare nell'Avellino e c'è stato uno scatto d'orgoglio in seguito".

Problema mancanza di umiltà: "Io penso di sì. Si è visto in campo: alcune partite sono state buttate al vento perché ci è mancato quel quid necessario a vincerle. Non dico che non si sia voluto vincere, attenzione, ma che non ci abbiamo provato fino all'ultimo. E questa è una cosa che non ci possiamo permettere. Il presidente non si è mai tirato indietro, non ha mai dato alibi".

Su Braglia: "Si era parlato di un suo esonero? E invece non è arrivato, e in quel momento è stata una scelta impopolare ma giusta. Ci sono state diverse voci sul fatto che avessimo chiamato altri allenatori: in effetti, qualche sondaggio l'abbiamo fatto. Del resto non potevamo far passare la cosa in sordina, e comunque buona parte della piazza voleva un cambiamento. Noi abbiamo fatto le giuste valutazioni, con grande pragmatismo, e abbiamo scelto di andare avanti: direi che si è risolto tutto. Io conosco tanti tifosi di persona, so che quando qualcuno si arrabbia lo fa per amore. Lo stesso vale per quella contestazione".

Sul Bari: "Partita chiave? Sì, ma non penso sia l'unica. La prossima giornata sarà un crocevia importante, perché ci sono anche Catanzaro-Foggia e Palermo-Monopoli. Secondo me è una giornata che smuoverà tanto la classifica. Noi andiamo in campo dopo tutti, il lunedì sera: è una partita che affronteremo sapendo già i risultati di domenica, penso che a livello di tensione sia un fattore importante. Ma è qui che si vede la qualità della squadra. Dobbiamo sistemare una stagione partita in maniera altalenante: lunedì faremo di tutto per fare risultato, ci giochiamo il resto della stagione. Poi, per carità, c'è sempre tempo. Però è importante".

I tifosi: "Vogliamo riportare lo stadio al massimo della capienza consentita. Per questo, abbiamo coinvolto i forum della provincia di Avellino cercando di agevolare l'ingresso dei giovani. Nel girone di ritorno siamo pronti a lanciare l'abbonamento: per il settore popolare, le partite costeranno poco più di cinque euro per gli under 18. Stiamo pensando di aumentare i biglietti ridotti fino agli under 16 o under 18. Vogliamo avvicinare l'Avellino alle generazioni più giovani, ci mancano i nostri tifosi e il green pass influisce solo in una percentuale minima. Avvicinare i ragazzi è una cosa importante per riaccendere la passione che è andata un po' scemando per le vicissitudini degli ultimi anni. Lo stadio Partenio con 2-3000 persone dentro è praticamente semivuoto e già veniamo da un anno a porte chiuse: è importante anche per i ragazzi sentire un po' il calore della città. L'appello è quello di venire allo stadio: noi stiamo facendo di tutto, anche anteponendo questo agli interessi economici. L'importante è avere lo stadio pieno. Per esempio, potevamo mettere Avellino-Bari come partita di cartello, come fanno altri club, invece non ne abbiamo approfittato".

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