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La Procura di Roma indaga sulla cessione dell’U.S. Avellino dalla Sidigas alla IDC

La Procura di Roma indaga sulla cessione dell’U.S. Avellino dalla Sidigas alla IDC

Indagini in corso e perquisizioni dei Carabinieri nella sede della Sidigas. Si vuole far luce sulla cessione del club avvenuta due anni fa.

redazione TuttoAvellino

L'indiscrezione l'ha lanciata Orticalab: secondo il quotidiano online, è in atto un'indagine della Procura di Roma sulla cessione dell'U.S. Avellino dal gruppo Sidigas alla IDC, avvenuta il 6 dicembre del 2019.

Il compito della Procura capitolina è fare luce sulle dismissioni effettuate dalla Sidigas negli ultimi due anni, a partire dal club biancoverde. Sempre secondo Orticalab, nei giorni scorsi i Carabinieri avrebbero perquisito la sede napoletana della Sidigas, in via Cappella Vecchia, per recuperare tutto ciò che è utile all'indagine.

"Nel mirino dei magistrati romani l’operato condotto da Dario Scalella, amministratore delegato di Sidigas e Francesco Baldassarre, custode giudiziario, ovvero i professionisti nominati dalla Procura di Avellino pochi giorni dopo l’inchiesta che ha travolto l’ex amministratore unico di Sidigas Gianandrea De Cesare. Gli stessi che qualche mese fa sono finiti nel registro degli indagati delle procura capitolina, entrambi con l’accusa di peculato e abuso d’ufficio, e con Baldassarre che dovrà difendersi anche dal reato di presunta concussione. Il sospetto degli inquirenti è che le condizioni per individuare nella IDC s.r.l. un credibile acquirente non ci fossero", si legge nell'articolo.

La IDC, che si sfaldò immediatamente tra accuse e ripicche tra soci (Circelli, Izzo, Autorino, Riccio, De Lucia), cedette a sua volta le quote dell'U.S. Avellino ad Angelo Antonio D'Agostino, il 2 marzo del 2020. "Secondo la Procura di Roma è arrivato il momento di fare luce anche sull’operazione datata dicembre 2019, comprendere realmente il ruolo che hanno giocato Circelli, Izzo e Polcino e soprattutto quello giocato da Scalella e Baldassarre, nominati dal tribunale per custodire e non smantellare i beni di una società, la Sidigas, oggetto nell’estate 2019 di una richiesta di fallimento poi ritirata e di un mega sequestro pari a circa cento milioni poi ridotto a sette", così si conclude l'articolo di Orticalab.

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