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Micovschi: “Avellino mi è subito entrata nel cuore. Tifosi stupendi. Un giorno seguirò una partita in Curva Sud”

Micovschi: “Avellino mi è subito entrata nel cuore. Tifosi stupendi. Un giorno seguirò una partita in Curva Sud”

Le parole di Claudiu Micovschi che racconta la sua storia, gli inizi in Romania, l'arrivo in Italia e i suoi sogni

Marco Costanza

L'esterno offensivo dell'Avellino, Claudiu Micovschi, è stato ospite del format "Un Lupo in famiglia" di Prima Tivvù. 

Tanti i temi trattati dal giocatore, la sua carriera, le sue esperienze e il ritorno ad Avellino.

Queste le sue parole: "L'approccio con il mondo del calcio l'ho avuto a 8 anni a casa mia a Romania. Facevamo sport a scuola, il mio professore è stato il mio primo allenatore, e mi fece provare nella sua squadra. Io abito in un comune piccolissimo di 8 anni. Dopo alcune esperienze importanti sono passato alla Lucearaful Oradea. Poi da lì ho iniziato il calcio. A 11 anni ero già lontano da casa, a circa 50 chilometri. Ero in convitto con la squadra, tornavo a casa il venerdì sera dopo la partita, e poi la domenica tornavo al convitto per una nuova settimana. E' stato difficile all'inizio, poi con la scuola ho lasciato un po' perchè non riuscivo a fare entrambe le cose. A 13 anni già ero a fare allenamento con la prima squadra. All'inizio è stato difficile ma poi piano piano sono riuscito ad inserirmi". 

Il provino per l'Arsenal: "Ci sono state tre partite in un giorno a Cluj, dove c'erano degli scout dell'Arsenal. Ho fatto 3 gol. L'Arsenal mi chiamò ma non sapevo cosa fare e poi ho fatto lo stage a Londra, dove abbiamo fatto dei tornei contro Benfica, Sporting Lisbona, Basilea e Borussia Dortmund, contro cui segnai. Era tutto fatto per andare all'Arsenal, poi all'ultimo c'hanno ripensato. E' stata comunque una bellissima esperienza, avevo solo 14 anni. Sono stato il primo rumeno dell'Arsenal". 

La chiamata del Chievo: "Sono stati 4-5 mesi, non sapevo la lingua italiana, ero minorenne, era difficile. Non è stato un bel periodo". 

Il Genoa: "Mi videro in una amichevole Romania-Italia Under 16, c'erano Donnarumma, Locatelli, tanti altri. Il Genoa mi fece fare un provino e mi hanno aggregato alla Primavera. Ricordo che il primo giorno che arrivai, facemmo un'amichevole contro la prima squadra e ho fatto doppietta. Da qui è iniziato tutto il mio percorso. Io ho firmato con il Genoa a 15 anni. Mi arriva il tutor, che è Marco Pellegri, il papà di Pietro Pellegri, che ora sta al Milan. Sono andato a scuola, non conoscevo una parola di italiano, infatti parlavo solo con la mia maestra di inglese. E' stato difficile, i giorni però sono passati velocemente, piano piano ho iniziato a capire la lingue e poi è diventato tutto più facile". 

Rapporto col procuratore: "E' stupendo, mi ha seguito dall'inizio, abita anche nel mio stesso paese. Senza un procuratore in Romania non puoi fare nulla. E' un uomo serio, ho fiducia completa in lui. E questa cosa ci ha unito tanto, abbiamo un rapporto extra calcio, è un secondo padre, un fratello più grande. Ci sentiamo tutti i giorni, è una persona presente". 

Il primo anno ad Avellino: "E' stato il primo anno tra i professionisti. Devo dire la verità che la prima chiamata mi arrivò quando i lupi erano in Serie B. C'erano Avellino e Livorno. Io volevo andare ad Avellino perchè c'era il mio connazionale Andrei Radu, che ora è all'Inter e vedevo che andavano bene. Poi c'è stato il fallimento, e quindi abbiamo deciso di fare un anno da fuori quota in Primavera. Poi l'anno dopo l'Avellino è salito in Serie C, mi hanno ricercato e sono venuto". 

Su Radu: "Quando è fallito l'Avellino lui è venuto al Genoa e spesso mi parlava di questa piazza biancoverde,  mi diceva che era stato bene, che si lavora bene, che è una grande piazza. La cosa che l'hanno colpito sono stati i tifosi, cosa che poi ho provato anche io sulla mia pelle. Io sono arrivato ad Avellino l'11 agosto e il 13 facemmo la partita di Coppa  Italia con la Paganese e c'erano tantissimi tifosi". 

Su Capuano: "Arrivò dopo Ignoffo. All'inizio mi faceva fare la mezz'ala, e io chiamai il mio procuratore perchè io la mezz'ala non l'ho mai fatta. Mi metteva fuori ruolo diciamo. Poi quando abbiamo fatto il 3-4-3 e mi ha messo esterno alto, è cambiato il mondo. Devo dire che con Capuano avevo un rapporto speciale, differente da tutti gli altri compagni. Spesso ho anche fatto la sottopunta nel 3-5-2, mi dava modo di esprimermi liberamente". 

Sul ruolo: "Mi piace giocare largo a destra, inserirmi negli spazi, giocare con spazi". 

Sulla Reggina: "Mi voleva anche l'Avellino ma avevo deciso di provare a fare la Serie B. Ho deciso di stare al Genoa fino a gennaio. Poi l'Avellino ci riprovò ma dissi a Di Somma di voler provare una esperienza in una categoria superiore e arrivò la Reggina. Solo 7 presenze a Reggo. Ho avuto un infortunio, non è stato facile. E' comunque una piazza calda, ricordo di un gruppo molto unito. Come detto ho avuto un paio di infortuni che mi hanno tenuto fuori diverso tempo. Ho avuto la mia chance ma non sono stato fortunato. Potevamo andare ai playoff ma non ci siamo riusciti. E' stato il mio primo infortunio serio, è stato bruttissimo ma fa parte della vita del calciatore". 

L'esperienza con Menez e Denis: "In spogliatoio ero sempre vicino a Menez. Lo avevo visto in tv, in Serie A, al Milan e vederlo in squadra è stato bellissimo. E' stato un onore allenarmi e giocare con loro, ho provato a capire tanti loro segreti". 

Su Pandev: "E' un ragazzo serissimo, umile, è l'uomo spogliatoio, dà sempre una mano a tutti, anche nei confronti dei più giovani. Non è da tutti aiutare i più giovani, tanti campioni non ti pensano proprio. Lo sento spesso ancora ora, anche Rovella e Flavio Bianchi". 

Il calcio italiano in Romania: "Viene visto molto, soprattutto dal livello tattico l'Italia è vista come la maestra del tatticismo. 

Sulla famiglia: "Non vivevamo nel lusso. Mio padre faceva il poliziotto e lo fa ancora e poi arrotondava in imprese di costruzioni. Arrivava a casa distrutto, hanno fatto tantissimi sacrifici. Poi quando sono arrivato al Genoa l'ho fatto smettere, gli ho chiesto di fare solo il poliziotto e anzi, ho sempre aiutato i miei, da quando ho iniziato a giocare. Ho una sorella minore di 17 anni. Loro sono venuti a trovarmi 2 anni fa quando ero ad Avellino. Ora a Natale scenderò io, poi loro verranno per Pasqua, a fine aprile, la nostra Pasqua, quella ortodossa". 

Il calciatore a cui si è ispirato: "E' Gareth Bale. Ora sto seguendo tantissimo Federico Chiesa che mi piace tantissimo, cerco di studiare i suoi movimenti, gli uno contro uno, come calcia". 

La squadra del cuore: "Steaua Bucarest, da quando ero piccolo. I colori delle maglie sono rossoblù e in Italia ho incontrato proprio il Genoa che è rossoblù. Mi sono legato tantissimo, sono andato anche in Curva una volta, non ho capito nulla, è stato stupendo. Ricordo che vincemmo 3-2 col Torino. Nella Curva Sud del Partenio? Lo farò". 

Cosa manca della Romania: "Ormai sono abituato all'Italia, non mi manca nulla, oltre alla famiglia o amici". 

Cucinare: "Sì, so cucinare, mi piace moltissimo, mi rilassa. Mi piace stare nel mio mondo. La pasta mi piace cucinarla, so fare quasi tutto. E poi cibi particolari rumeni, che aiutavo mia mamma". 

Rapporti sentimentali: "Sono fidanzato, da quasi 9 mesi. La mia ragazza è una giornalista, è in Romania. Ogni tanto viene a trovarmi e mi segue anche da lontano. Da quando c'è lei sono cambiato anche come persona, Prima facevo solo cazzate, ora sto bene, penso solo al calcio e alla carriera". 

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