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A conti fatti, un buon punto

A conti fatti, un buon punto

Due gol in campionato non si segnavano dallo scorso campionato, si è sbloccato Plescia, la squadra ci ha creduto fino alla fine. Segnali positivi da Catania, anche se persiste la 'pareggite'

Domenico Fabbricini

A conti fatti, per come si era messa la partita, con la sconfitta che sembrava ormai a un passo a pochi minuti dal fischio finale, si può considerare il punto di Catania come un risultato positivo. Anche perché storicamente l'Avellino ha sempre fatto fatica a far risultato al 'Massimino' vincendo una sola volta nella storia e perdendo 14. Quello di stasera è stato il terzo pareggio in 18 confronti totali. Un buon punto quindi. Ma nell'economia generale del campionato, chiaro che questo ennesimo pari lasci comunque un senso di insoddisfazione. Da lodare lo spirito della squadra che ci ha creduto fino alla fine, anche in dieci, e il coraggio di Braglia di gettare nella mischia sempre più uomini offensivi, nonostante l'inferiorità numerica nel finale. Ma di fatto la 'pareggite' continua. E a deludere è stato anche il modo in cui l'Avellino ha preso i due gol, davvero ingenui: difesa tagliata come il burro sul primo gol, respinta corta e centrale di Forte sul secondo.

La partita di Catania ci ha restituito un'istantanea perfetta dell'Avellino attuale: incapace di trovare il gol su azione (ancora due segnature arrivate da palla inattiva), abbonato ai pareggi, e stavolta anche sbadato in difesa, nonostante finora avesse la seconda miglior retroguardia del torneo. Braglia ha ammesso di aver visto un ottimo Avellino, che nei primi 20' ha creato tanto e che quando ritroverà Kanoute e Di Gaudio al top tornerà anche a far gol su azione. Ma il problema è che l'Avellino non può dipendere solo da due uomini, che peraltro stasera hanno giocato dall'inizio, ma dovrebbe avere valide alternative. Il fatto che non si segni su azione da inizio campionato, che si abbia uno degli attacchi meno prolifici e le punte quasi a secco, non è solo un mero dato statistico. E' l'immagine di una squadra incompleta, che ha bisogno di punte di peso lì davanti.

Ma qualche segnale positivo stasera è arrivato: i due gol segnati (non si segnavano due gol in una partita dallo scorso campionato), la prima rete di Plescia, fin qui un corpo estraneo (e anche sprecone a inizio primo tempo), la reazione del gruppo. Ricordando anche, come ha detto Braglia, che si è dovuto fare a meno di Ciancio, Carriero, D'Angelo, Maniero, Scognamiglio. Assenze di peso. Proviamo allora a mettere da parte la classifica, che vede l'Avellino desolatamente dodicesimo, e analizzare solo il risultato di stasera. Sì, può essere un punto positivo che dà morale in questo momento storico, e che mantiene ancora Braglia ancorato alla panchina, anche se stava scricchiolando pericolosamente fino all'87'. Ma ci ha pensato Silvestri a fissarci un chiodo che per il momento resiste.

Guardiamo oltre dunque, domenica al Partenio arriva la Paganese, e stavolta un solo risultato conterà per ripristinare una classifica quantomeno dignitosa: non saranno ammessi passi falsi.

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