Tutto Avellino
I migliori video scelti dal nostro canale

editoriale

Avellino, ora è crisi. Senza ‘bomber’ non si cantano messe…

Avellino, ora è crisi. Senza ‘bomber’ non si cantano messe…

La caduta di Monterosi ha accentuato i problemi in attacco della squadra di Braglia, che gioca ma non segna

Domenico Fabbricini

Ora è ufficialmente crisi. Dopo aver racimolato cinque pareggi e una sola vittoria (di misura contro il Potenza), l'Avellino è riuscito a compiere non uno ma ben due passi indietro in quella che sulla carta doveva essere la partita più alla portata, contro la matricola Monterosi. Per di più giocando in vantaggio numerico per circa un'ora. Ma i Lupi dopo aver trovato anche la rete del pareggio con Gagliano, finalmente al suo primo gol in biancoverde (e finalmente al gol un attaccante) si è fatto rimontare nel finale dai padroni di casa. Che non hanno rubato nulla, anzi non si sono mai dati per vinti, hanno lottato con le unghie e con i denti e hanno agguantato un'insperata vittoria. La prima vittoria in un campionato professionistico tra l'altro. Cosa che non ha fatto l'Avellino, che probabilmente come ha detto anche Braglia a fine partita, forse si è 'imborghesito' un po' troppo, e non si capisce tra l'altro sulla base di quali dati visto che finora stava deludendo tutte le attese. Ma stasera è riuscito a fare anche peggio, perdendo l'imbattibilità in stagione, uno dei pochi punti di forza che ancora reggevano, e regalando appunto al Monterosi la prima gioia tra i professionisti.

Eppure, dopo un primo tempo distratto in cui è andato sotto e non è riuscito a reagire troppo veementemente, nonostante l'uomo in più e con un rigore sbagliato da D'Angelo, nella ripresa l'Avellino è sembrato essersi svegliato, ha spinto con più convinzione e ha trovato il gol del pari con Gagliano. Ma è sembrato un possesso palla sterile, che ha portato pochi pericoli alla porta del Monterosi, che dal canto suo si è riorganizzato e si è compattato a difesa del risultato. E che in contropiede ha trovato la rete della vittoria. Ma, semmai ce ne fosse ancora bisogna, questa partita ha denotato ancora una volta il problema cronico di cui soffre l'Avellino ovvero la mancanza di incisività in attacco. Avere possesso palla e pallino del gioco e non riuscire a concludere o a trovare la via della rete (vedi anche l'azione di Maniero nel finale quando in area spalle alla porta tiene troppo palla e perde il tempo dello scarico a un compagno) sono un segnale forte dell'assenza di un attaccante da area di rigore. Mentre il Monterosi con un paio di tiri in porta ha trovato due gol.

Si può stare a discutere del non perfetto intervento di Forte sui due gol, ma il problema di fondo è che se crei e non concretizzi, al meglio puoi pareggiare, ma nella peggiore delle ipotesi perdi. Oggi per giunta rientravano anche Kanoute e Micovschi, due tra i più grandi alibi della mancanza di gol, ma il primo ha avuto subito una ricaduta, il secondo ricordiamo che è un esterno e non un attaccante e ha comunque messo l'assist per il gol di Gagliano. Che comunque non sarà un bomber e non concluderà la stagione ai primi posti della classifica marcatori, questo è certo. Manca peso specifico lì davanti, manca come diciamo da almeno un mese una punta che possa far staffetta con Maniero, che probabilmente sta vivendo una delle peggiori stagioni della sua carriera. Purtroppo il mercato di gennaio è ancora lontano, ma intanto l'Avellino non può rischiare di fare una stagione anonima, lo ha detto anche Braglia, non può per gli investimenti fatti dalla famiglia D'Agostino ma anche per il valore della rosa. Ma intanto l'Avellino occupa attualmente un'anonima posizione di metà classifica. A -9 dal Bari capolista.

tutte le notizie di