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Criaco: “Parlare di falsa partenza è eccessivo. Bisogna avere fiducia e stare uniti”

Criaco: “Parlare di falsa partenza è eccessivo. Bisogna avere fiducia e stare uniti”

Le parole di Leo Criaco, ex difensore dell'Avellino, in merito alla partenza dei lupi in campionato e sul girone C

Marco Costanza

Leo Criaco, ex difensore dell'Avellino, attuale vice allenatore del Trapani in Serie D, ha parlato a Radio Punto Nuovo in merito alla partenza dell'Avellino in campionato e delle difficoltà che stanno avendo i lupi in questo inizio.

Queste le sue parole: "L'Avellino è una squadra molto rinnovata, con i nuovi giocatori che si sono integrati ad un gruppo importante che già c'era. Parlare di falsa partenza mi sembra troppo eccessivo. Si sono giocate solo 3 partite, tra l'altro in almeno due gare meritava la vittoria l'Avellino e solo per sfortuna non è arrivata. Però bisogna stare uniti e compatti e ora immediatamente dare una svolta". 

Sulla difesa: "Braglia è bravo per capire che si può difendere sia a 3 che a 4, i lupi hanno gli elementi per fare entrambi i tipi di difesa. Sta al tecnico adattarsi in base all'avversario e decidere come scendere in campo".

Su Scognamiglio: "E' un leader, un giocatore da Avellino, molto importante che ha la stoffa per fare bene e diventare un trascinatore. L'importante è che i calciatori sappiano il peso di giocare all'Avellino".

Sul girone: "E' un girone durissimo, a lungo andare credo che squadre come Avellino, Palermo, Bari e Catanzaro si staccheranno. Il livello del campionato è alto, ogni partita può essere una trappola e bisogna stare molto attenti".

Sul cambio di allenatore: "Un esonero di Braglia? Non scherziamo, soprattutto dopo 3 giornate. Tecnicamente, mandare via un allenatore dopo 2-3 giornate non esiste. E' chiaro che se poi ci sono diverbi alle spalle, delle frizioni con la società, cambia tutto".

La differenza tra allenatore e giocatore: "Fare il tecnico è un'altra musica, si inizia la mattina e finisce la sera. Anzi, alcune volte non si dorme nemmeno nel pensare la formazione, i movimenti da far fare ad un giocatore. E' tutta un'altra cosa. Fare il giocatore vuol dire allenarti quelle 2-3 ore al giorno, poi finisce lì.  Fare l'allenatore è tutt0altra cosa".

Il ritorno del pubblico: "E' una cosa meravigliosa dopo un anno e mezzo di Covid. Poi ad Avellino conosciamo la grandezza del tifo biancoverde, sarà il 12° uomo in campo e sono sicuro che l'Avellino anche con il ritorno della Curva spiccherà il volo".

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