ex biancoverdi

Riccio: “Dare fiducia a Braglia è stato giusto. I calciatori devono saper aspettare il loro turno per giocare”

Riccio: “Dare fiducia a Braglia è stato giusto. I calciatori devono saper aspettare il loro turno per giocare”

Le parole di Vincenzo Riccio, che parla da doppio ex della gara tra Fidelis Andria e Avellino

Marco Costanza

Vincenzo Riccio, ex centrocampista dell'Avellino, parla, nel ruolo di doppio ex, della sfida di domenica tra Fidelis Andria e i biancoverdi.

Queste le sue parole a Radio Punto Nuovo: "Come si esce da un momento delicato? Risposta scontata, con le vittorie. Scherzi a parte, secondo me a Braglia è stato giusto dargli ulteriore fiducia, anche con l'aiuto, da come ho letto da fuori, di alcuni calciatori che hanno mediato. Io personalmente sono contento che Braglia sia rimasto, ha esperienza, qualità e conosce la categoria bene. Magari non aveva avuto fortuna all'inizio e la possibilità di avere la rosa al completo. E' chiaro che adesso la palla passa a lui e ai calciatori, che devono rispondere, come fatto già con la Virtus Francavilla. La piazza aspetta risultati importanti, è inutile dire sempre le stesse cose. E' chiaro che il futuro di Braglia è legato ai risultati".

Sull'Andria: "Io sono doppio ex. Ci ho giocato, è stato il mio primo anno in Serie B. C'era Nicola Amoruso, Castellacci, Beniamino Abate, una bella squadra. Andria era un'altra piazza dove se non vincevi dovevi uscire con i celerini dagli spogliatoi. Scherzi a parte, è una piazza calda del sud, che a livello di stimoli, come Avellino, dà tanto. Ed è esigente".

Sul modulo dell'Avellino: "Il 4-3-3? Non so se è il  modulo giusto. So che specialmente a centrocampo Braglia ha l'imbarazzo della scelta. Quello che dico, una squadra che è partita, dichiarata, per vincere il campionato, deve avere una rosa lunga come ce l'ha l'Avellino. Il campionato è lungo, infortuni, influenza, c'è ancora il Covid, quindi tutti serviranno. I calciatori devono saper aspettare il proprio momento. Oggi invece, dopo 3-4 partite che stai fuori, si chiama subito il procuratore che si vuole andare via. Non parlo di Avellino ma del calcio in generale. E non funziona così. Giocare per forza non esiste, neanche in Terza Categoria. Ci si deve sudare il posto, mangiare pane duro. Se non ti sta bene, non scegli Avellino ma piazze dove vanno 4 tifosi al campo la domenica. Per vincere il campionato devi avere due squadre, in modo che si è coperti in tutti i reparti e bisogna remare tutti dalla stessa parte".

Sui calciatori che non avrebbero fatto esonerare Braglia: "Bisogna stare nei panni della società. Da fuori non si può capire la reale situazione che c'è in uno spogliatoio. Io non so se sia stata la cosa giusta, la riposta la sapremo a breve. E' chiaro che se la squadra non dovesse rispondere in campo allora c'è poco da parlare e c'è un problema di natura diversa".

 

 

 

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