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Tesser: “Ripetere due anni positivi di fila è possibile. A meno che non sia stato fatto un exploit non voluto”

Tesser: “Ripetere due anni positivi di fila è possibile. A meno che non sia stato fatto un exploit non voluto”

Le parole dell'ex allenatore dell'Avellino che parla di come si affrontano partenze difficili e dell'amore dei tifosi biancoverdi

Marco Costanza

Attilio Tesser, ex allenatore dell'Avellino ora tecnico del Modena, ha parlato a Radio Punto Nuovo in merito a diverse situazioni e su come affrontare una partenza non idilliaca in campionato.

Queste le sue parole. "A Modena abbiamo avuto la stessa partenza dell'Avellino. L'interesse comune ora è fare meglio e rialzare la testa. Da molto lontano seguo le vicende dell'Avellino, sono in alcuni gruppi, sono felice che i tifosi mi vogliano così bene. Voi mi interpellate e io rispondo con affetto ma non sono in grado di entrare in fondo a quelle che sono le problematiche, ammesso che ce ne siano, in casa biancoverde. Posso parlare così in maniera generale". 

Se si fa bene una stagione, la successiva è difficile ripetersi: "Non credo. Per come ragiono io, se ho fatto bene l'anno precedente, vuol dire che si è costruito un qualcosa, che è rimasta una squadra competitiva, creandosi la mentalità vincente e allora è possibile ripetersi. L'Avellino è ripartito anche dallo stesso tecnico quindi con una base forte. A meno che non sia stato un exploit e quindi un caso che chiaramente poi l'anno dopo è difficile ripetere. Questo non credo sia il caso dell'Avellino. Chiaro, non si può decidere dopo due o tre giornate di campionato ma analizzare il tutto almeno dopo 10-15 giornate. Io non so come ha giocato l'Avellino, ho visto i tre pareggi, ma non so se meritava di perdere o di vincere. Quindi non posso dare giudizi e dire se c'è qualcosa che non va". 

La preparazione può incidere: "Non credo che chi punti a vincere il campionato debba partire a rilento causa preparazione. La situazione è molto simile alla nostra, con il Modena, partendo cin un blocco forte che c'era già l'anno scorso. Però in Coppa Italia a me chi ha giocato meno ha dato risposte importantissime. Ripartire da un blocco importante è usanza di tutti i grandi club, anche in Serie A, come Juve, Inter, Milan, che poi aggiungono poco alla volta elementi in base alle carenze. Così è anche in Serie C. Per farlo devi dare continuità ad un gruppo e attendere le risposte". 

Una squadra contro il mister: "Non esiste ad inizio campionato, dopo una stagione ben fatta. Le cose si notano, ma quello che c'è da fare è compattare l'ambiente, eliminare le chiacchiere". 

Sull'affetto dei tifosi avellinesi: "Li adoro. Sono stato pochi mesi tra voi e questo affetto l'ho visto da poche parti. Ho ricevuto questo affetto senza far nulla di importante per questa piazza, se non centrare una salvezza. E' stato bello lavorare e difendere quella maglia. Poi tutti sbagliamo, l'Avellino ora ha un caro amico in panchina che è Braglia e gli auguro le migliori fortune". 

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