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Ugolotti: “L’Avellino spero di vederlo in altre categorie. Cambi di moduli? Si rischia la confusione”

Ugolotti: “L’Avellino spero di vederlo in altre categorie. Cambi di moduli? Si rischia la confusione”

Le parole di Guido Uglotti, ex calciatore dell'Avellino, che parla della Serie C e dei lupi

Marco Costanza

Guido Ugolotti, ex calciatore dell'Avellino, ora allenatore, ha parlato a Radio Punto Nuovo di tanti temi inerenti la compagine biancoverde.

Queste le sue parole: "Il 23 novembre 1980 è un giorno indimenticabile, nel bene e nel male lo ricorderò per sempre. Da Un pomeriggio stupendo, con una doppietta all'Ascoli, la prima esperienza fuori Roma, mi ero appena sposato, alla tragedia del terremoto. Purtroppo quella tragedia nascose quella mia doppietta, ora rimane quel grande dolore, quella ferita difficilmente marginabile". 

Sul campionato: "La Lega Pro insegna che spesso il mercato di gennaio stravolge i valoro completamente. Guardando ora questo inizio di campionato ci sono dei valori ben consolidati. Il Bari sono 3 anni che cerca di raggiungere la promozione. Ha avuto una partenza importante e mi immagino che possa durare fino alla fine. Poi ci sono strade attrezzate come Palermo, Avellino, Catanzaro e Turris. Da queste squadre, insieme al Bari, verrà fuori la squadra che andrà in B". 

Sul futuro dei lupi: "Passa molto da Turris e Bari, ma il futuro è diverso. C'è una crisi, c'è il Covid che ancora incombe. Dicembre è un mese decisivo per i sogni o per togliere i sogni. Io mi aspetto che l'Avellino faccia qualcosa. Io c'ho giocato in altre categorie e vederla in C ora mi piange il cuore. Spero possa tornare presto dove merita. Io ho sempre detto che l'Avellino ha un grande allenatore, forse il migliore della Serie C per esperienza e vittorie ottenute. Mi aspetto certamente che sul mercato le indicazioni che lui possa dare possano essere accolte dal direttore sportivo". 

Sui moduli: "Per la mia esperienza, quando un allenatore cambia molto vuol dire che c'è qualcosa che non quadra o che l'allenatore è rimasto deluso da qualche giocatore. Io penso che facciano fatica le squadre di Serie A a cambiare moduli nell'arco di poco tempo, figuriamoci in Serie C. Difficile anche preparare le partite con tanti cambi di moduli. Poi l'allenatore ha il polso della situazione, ma così facendo mi da la sensazione di un po' di confusione". 

Un mental coach: "In Serie C? Non scherziamo. Io ho fatto il calciatore ad alti livelli e non ho mai avuto bisogno del mental coach. Il calciatore è un piacere farlo, fai come lavoro quello che è la passione di tutti i ragazzini. Mi viene da ridere quando si parla di mental coach. Magari in piazze come Roma, dove ci sono 50 televisioni, 50 radio, e in settimana si parla di tutto, allora un mental coach può servire. Ma in Serie C si deve portare a casa la pagnotta e quindi, pensare a giocare e magari avere nello staff qualcuno che magari motivi i calciatori". 

 

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