focus

Biancolino: “La serie C di oggi vale due categorie in meno della mia. L’Avellino deve tornare in alto”

Nuovo intervento in diretta Instagram per il "Pitone" Raffaele Biancolino: l'ex attaccante dei Lupi, ora allenatore del Carotenuto, è intervenuto ai microfoni di Campanianelpallone. Uno dei gol più importanti è...

redazione TuttoAvellino

Nuovo intervento in diretta Instagram per il "Pitone" Raffaele Biancolino: l'ex attaccante dei Lupi, ora allenatore del Carotenuto, è intervenuto ai microfoni di Campanianelpallone.

Uno dei gol più importanti è senza dubbio quello segnato nella finale playoff contro il Napoli. L’anno era il 2004/05: “La finale playoff contro il Napoli l’avevamo preparata bene al San Paolo: pensavamo addirittura, ‘mal che vada dobbiamo perdere uno a zero’. Io ero più preoccupato con lo zero a zero di fine partita. Sull’1 a 0 si sarebbe giocati più convinti in casa. Quel Napoli era molto forte ma forse non si calò bene nella mentalità di quella categoria. Avremmo potuto giocarla altre mille volte quella partita: l’avremmo comunque vinta noi, per il gruppo che avevamo. Quella gara è servita tanto al Napoli per ritrovarsi in un ambiente compatto negli anni successivi.”

Nel parlare della sua esperienza con la squadra irpina ha inoltre sottolineato quanto diversa sia la C attuale da quella dei suoi tempi, tirano in causa anche il suo amore per l’Avellino, abituato a guardare le altre squadre dall’alto: “Rispetto alla serie C nella quale giocavo, quella attuale è di due categorie in meno. Se guardiamo l’almanacco, quelle squadre avevano attaccanti da 10-15 gol, le società erano solide e c’erano grandi squadre. Mi arrabbio quando sento che si parla dell’Avellino che fa un “ottimo campionato”: è un buon campionato rispetto a un po’ di tempo fa, ma se mi parlano di problemi noi avevamo molti più problemi e stavamo là sopra. Il mister Capuano sta facendo un ottimo lavoro, è una persona molto preparata. Ma quando sento parlare di “miracoli”, da tifoso dell’Avellino ci resto male, perché sono abituato a vederlo in alto, con i problemi e senza. Piazze come Avellino e Bari sono di altre categorie. Io difenderò sempre i calciatori. Noi non eravamo tutelati a livello economico, quelli di ora sì. Per noi era un massacro, ma pensavamo a giocare e a portare avanti la nostra maglia”.

Inevitabile, poi, il ricordo di mister Zeman, da cui ha avuto l’onore di essere allenato. L’attaccante, nato a Napoli, e autore di 52 reti con la maglia dei biancoverdi, non ha potuto non evidenziare il carico di lavoro a cui nessuno era abituato: “Zeman è quello che vediamo. Uno che se gli fai una domanda ti risponde dopo un quarto d’ora. Se entravo nella stanza, dovevo prima aspettare si dissolvesse tutto il fumo. Una volta comprai una playstation per vedere i film in ritiro, ma non l’ho mai aperta. Era impressionante: quando diceva il programma non ci credevo. Dicevo ‘Mister, ma veramente fai?’, lui ti guardava e rideva in faccia. Noi la prima settimana di ritiro abbiamo mangiato soltanto passata di verdura, perché diceva che dopo un’estate c’era bisogno di una pulizia nell’alimentazione.”

Infine, non è mancata occasione per esprimersi sul Napoli.” Come ho sempre detto, massimo rispetto per tutte le squadre che ho giocato, ma sono tifoso di Napoli e Avellino”.Tra i ricordi di una gioventù trascorsa a fare di tutto per veder giocare Maradona, l’attuale tecnico del Carotenuto non ha nascosto la sua passione per gli azzurri, svelando un retroscena interessante risalente al 2005. “Sicuramente era il sogno da bambino, visto che ora sono comunque tifoso del Napoli. La possibilità c’era, ma non so perché non si sia mai portata avanti la trattativa. Messi o Maradona? Maradona, assolutamente”.