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D’Agostino Jr.: “Riqualificato il nome dell’Avellino calcio. Tifosi? Ci sono mancati tantissimo”

D’Agostino Jr.: “Riqualificato il nome dell’Avellino calcio. Tifosi? Ci sono mancati tantissimo”

Giovanni D'Agostino ha ricordato tutte le iniziative messe in atto nel corso dell'ultima stagione, guardando al futuro con rinnovato entusiasmo.

Carmine Roca

Tra i presenti alla conferenza stampa non poteva mancare l'amministratore della IDC, Giovanni D'Agostino.

Il suo intervento è stato un excursus di tutte le iniziative messe in atto per riqualificare il nome dell'Avellino calcio, maltrattato dalle precedenti gestioni societarie.

"L'Avellino può avvalersi di dipendenti che amano il club e fanno le ore piccole per il loro bene. Tante cose potevano essere fatte meglio, siamo al 30% di quello che possiamo esprimere. La passione dei tifosi è travolgente, siamo fieri di essere gli artefici di questo. Come società, con le fidelity card, abbiamo provato a sopperire alla mancanza dei tifosi allo stadio. L'iniziativa è stata recepita alla grande, poi siamo passati all'iniziative di Natale, Pasqua e il Lupo sulla Pelle, abbiamo dato ai tifosi la possibilità di scendere in campo con la squadra.

Lo store custodisce storie fantastiche, ci sono tifosi che hanno impresso i nomi sulla maglia dei propri cari venuti a mancare. Questo è stato emozionante. Abbiamo riqualificato il brand dell'U.S. Avellino, all'inizio della passata stagione procuratori e calciatori non volevano avere nulla a che fare con la società, ora è tutto diverso. Quindi ci siamo ritrovati a lottare sul campo assieme ai nostri sponsor, che spero aumenteranno nel prossimo campionato.

Mi rivolgo ai tifosi: la loro mancanza è stata pazzesca, ce ne siamo accorti ancora di più con i 1000 presenti col Padova. Fuori dallo stadio abbiamo visto scene fantastiche, quando c'è una risposta del genere, anche la sconfitta col Padova è stata meno amara. Ringrazio la stampa, le istituzioni, il mister e il direttore che non potevamo non confermare. Mercato? Ho già letto 40 nomi che nessuno ha mai trattato.

Il nostro sarà un girone difficilissimo, quasi una Serie B, ma noi vogliamo portare in alto il nome dell'Avellino. Se tutte le componenti facciamo il nostro dovere, allora faremo sicuramente bene, ma il pallone non entra in porta mai per caso. Fare una promessa ai tifosi, dicendo che vinceremo il campionato, significherebbe prenderli in giro. Ma dovremo lavorare ogni giorno, sperando che tutto si allinei nel modo giusto per festeggiare tutti insieme.

La scorsa stagione su 25 calciatori presi, gli errori si contano sulle dita di una mano. Ma non è che investendo 20 milioni di euro che si vince il campionato, ne basta pure uno solo per riuscirci. Ma serve, più che altro, l'unità di intenti e la compattezza del gruppo. La dimensione giusta è la Serie B, ce la meritiamo come società, direttore e allenatore. Per arrivarci dobbiamo crescere tutti, anche a livello di strutture. A Sturno c'è un campo sportivo buono per il ritiro, ma non ci sono strutture intorno.

Il settore giovanile sta crescendo. Abbiamo allestito dieci rose, anche l'Under 16 regionale, giocando su campi di Venticano, Montefalcione, Manocalzati e sul Partenio-B. Ringrazio i Sindaci che si sono messi a disposizione, ma ora dobbiamo crescere come città e provincia a livello di strutture. Da qui il progetto del nuovo stadio".

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