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Pochesci: “L’Avellino è una delusione. Non si può vedere una squadra con quel potenziale così in basso”

Pochesci: “L’Avellino è una delusione. Non si può vedere una squadra con quel potenziale così in basso”

Le parole del tecnico Sandro Pochesci che analizza l'avvio complicato dell'Avellino in Serie C

Marco Costanza

Sandro Pochesci, esperto tecnico ed ex allenatore tra le altre di Ternana, Carpi e vari club, ha analizzato a Radio Punto Nuovo l'inizio a rilento dell'Avellino in questo campionato.

Queste le sue parole: "E' un girone che è partito con tante delusioni, una ce l'avete a casa vostra, che è l'Avellino. Una squadra che fatica ad esprimere il suo potenziale e non può trovarsi ad oggi ad aver fatto 4 pareggi. Io me l'aspettavo a punteggio pieno, hai perso già 8 punti. Vedere l'Avellino in questa posizione è strano, dopo che l'anno scorso ha lottato arrivando quasi alla vittoria dei playoff e se vinceva a Terni poteva riaprire il campionato insieme al Catanzaro. Per me è una grande delusione". 

Sulle sorprese: "Mi stanno piacendo Campobasso, Messina e lo stesso Monopoli. Poi ci sono le conferme attese, come il Bari, che comunque ha risolto alcune gare alla fine come l'ultima a Catania, quando anche la fortuna ti gira a favore vuol dire che sono segnali importanti. La fortuna aiuta sempre chi se la va a cercare. Il Catanzaro pure potrebbe far meglio ma ha avuto gare più toste dell'Avellino, come l'ultima a Palermo". 

Margini di recupero: "Assolutamente l'analisi è fatta sulle 4 partite, non sul campionato ci sono margini enormi. E' giusto dire che al momento l'Avellino abbia deluso, come è giusto dirlo per la Juve. Che poi entrambe possano arrivare prime è tutto un altro discorso. Si fa un'analisi per quello che ho visto in queste prime giornate. Io non posso vedere un Avellino, per l'investimento che ha fatto, per la piazza e l'allenatore che ha, essere quindicesimo, con soli due gol fatti. Ad oggi bisogna guardare alla realtà". 

Sul cambio allenatori dopo 3 giornate: "E' successo anche in Serie A e in B. Sono società che non credono nei loro tecnici. Il progetto calcio non esiste più. Il calcio ad oggi lo fanno Atalanta, Sassuolo, Cittadella. Dare continuità. Non è possibile esonerare un tecnico dopo 3 partite, senza magari andare a  vedere con chi ha perso. Bisogna dare almeno 10 partite ad un allenatore, dopo di che si decide. Se mandi via un allenatore dopo tre partite, deve andare via anche il direttore sportivo e il presidente, chi lo ha preso. Mandare via un allenatore dopo tre partite è una vergogna, l'allenatore è l'ultima ruota del carro, i direttori in Italia non ci proteggono, perchè non si mandano via 4-5 giocatori e si manda via il tecnico sempre? E' uno schifo che il sistema calcio venga messo in mano a gente incapace. Ci vuole una riforma per tutto il sistema calcio, anche dei dirigenti, che proteggano gli allenatori" .

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