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Schachner: “Il calore di Avellino lo porto nel cuore. Ma domani spero che la mia Austria vi dia un dispiacere”

Schachner: “Il calore di Avellino lo porto nel cuore. Ma domani spero che la mia Austria vi dia un dispiacere”

Le parole dell'ex attaccante dell'Avellino, Schachner, che parla dei suoi ricordi dei lupi ma anche della sfida Italia-Austria.

Marco Costanza

Domani ad Euro 2020 si gioca Italia-Austria, gara valida per gli ottavi di finale. E quando si parla di Italia e Austria non si può non pensare a Walter Schachner, indimenticabile centravanti austriaco che ha militato per due stagioni in biancoverde.

Intervistato da Orticalab, l'ex attaccante ha ricordato con affetto Avellino ma ha anche sperato di gioire domani sera per la sua Nazionale.

Queste le sue parole: "Italia-Austria? Quando sono a Lignano Sabbiadoro tifo sempre per gli Azzurri, ma sabato tornerò a casa e non posso non tifare per l’Austria. Mi dispiace per i miei amici italiani e per tutti gli avellinesi che mi hanno sempre voluto bene, ma il cuore e la patria vengono prima". 

Sulla partita: "Non sarà una partita facile per l’Italia. L’Austria è in un momento buono e può giocare tranquilla perché non ha nulla da perdere. La squadra si conosce e fa girare la palla alla perfezione. Nessuno si aspettava di passare il girone come secondi, quindi chi va in campo è libero mentalmente e può fare grandi cose. C’è tanto potenziale da esprimere e contro l’Italia sarà l’occasione per alzare il livello del gioco". 

Ancora sulla partita: "Se da un lato dico che l’Italia deve stare attenta, dall’altro dico che resta la favorita. Il Commissario Tecnico, Roberto Mancini è stato in grado di creare un bellissimo gruppo, e i trenta risultati utili consecutivi lo dimostrano appieno, creando un gruppo compatto e forte. Non ci sono più campioni come Francesco Totti, Andrea Pirlo, Alessandro Del Piero, Roberto Baggio o Paolo Rossi, ma c’è una squadra, panchina compresa, che sa giocare bene al calcio. Il mio cuore è diviso, ma visto che torno a casa, tiferò Austria".

Non si può non rievocare un ricordo dei lupi: "Quello che ricordo di più di Avellino è l’affetto della gente - dice - era la prima volta che vivevo un’esperienza al Sud e la differenza con le altre tifoserie era netta. Lì, le persone vivevano di calcio. Stavo molto bene e mi piaceva anche passeggiare per strada. Ho vissuto due stagioni completamente diverse. La prima la chiudemmo con un buon piazzamento, nella seconda giocai anche meglio, ma non riuscimmo nell’impresa di salvarci. Mi dispiacque molto perché quella squadra si poteva e si doveva salvare. Saluto gli amici di Avellino, anche se lo sport in questo momento ci vede rivali, mi fa piacere fargli sapere che non mi hanno dimenticato". 

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