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Capponi (pres. Monterosi): “Con l’Avellino abbiamo scritto la storia. Ma punto davvero alla Serie A”

Capponi (pres. Monterosi): “Con l’Avellino abbiamo scritto la storia. Ma punto davvero alla Serie A”

Le parole del presidente del Monterosi, Capponi, che parla dopo la vittoria con l'Avellino e delle ambizioni future del club

Marco Costanza

Il presidente del Monterosi Tuscia, Luciano Capponi ha parlato ai microfoni di Calciomercato.it, tornando sulla vittoria contro l'Avellino, la prima tra i professionisti dei laziali e anche in merito alle ambizioni del club.

Queste le sue parole: "Vittoria contro l'Avellino? Emozione forte, anche perché abbiamo giocato in 10 contro 11 per un’ora e venti contro una delle squadre più accreditate del campionato. Abbiamo scritto la storia. Non mi ha stupito il nostro inizio di stagione, perché abbiamo formato una squadra praticamente una settimana prima dell’inizio del campionato, con giocatori che non erano nemmeno allenati, sapevo che avremmo pagato dazio. Adesso abbiamo vinto e non ce n’è più per nessuno. Ora la mia squadra può manifestare il suo valore reale e sono molto tranquillo”.

Sul campionato di Serie C: “Anche il calendario ci è stato vagamente ostile, perché abbiamo incontrato subito le corazzate. Abbiamo incontrato Bari, Foggia, Palermo, Avellino e la prossima andiamo a Messina. È un’esperienza straordinaria, perché almeno il girone C non è un campionato di Serie C, ma ci sono squadre assemblate per la Serie B con un budget che in confronto il nostro fa sorridere. Però è la cura dei dettagli che può rendere vincenti e il primo dettaglio è la sinergia dello spogliatoio. Se non hai quella non vai da nessuna parte, basta una prima donna nello spogliatoio e non si va da nessuna parte. Io ho lavorato molto negli ultimi anni su questo dettaglio e dopo questa prima vittoria ho capito di esserci riuscito ancora e sono sicuro che ora ci divertiremo”.

Sugli obiettivi futuri: "Degli eventi stranissimi mi hanno impedito di vincere il campionato andando in C tre anni fa ed eventi covidiani mi hanno impedito ad otto giornate dalla fine di salire in C, perché hanno promosso il Grosseto. Questo mi ha ritardato i piani, io voglio arrivarci davvero in Serie A. Non sono uno che improvvisa, faccio strategie e programmazioni da decenni. Nuovo Chievo? Si, se vogliamo si. Chievo era già un po’ più fortunato perché il quartiere era un po’ più popoloso. Il Monterosi ha seicento tifosi indigenti e gli altri tremila sono professionisti di Roma che fanno avanti e indietro per seguire la squadra. Io, scherzando, dico che siamo la Luciano Capponi football club, senza offesa per Monterosi e i monterosini. In questo senso dico che abbiamo fatto una cavalcata straordinaria, dalla terza categoria alla Serie C. E sono sette scudetti vinti, non me lo può negare nessuno. Ora me ne mancano due, C e B”.

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