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E’ morto Giampiero Boniperti. Quanti incroci con l’Avellino, dal mercato al campo

E’ morto Giampiero Boniperti. Quanti incroci con l’Avellino, dal mercato al campo

Il calcio italiano piange la scomparsa di Giampiero Boniperti. Quanti incroci con la sua Juventus con l'Avellino.

Marco Costanza

Il calcio italiano piange la scomparsa di Giampiero Boniperti, storico calciatore e presidente della Juventus dal 1971 al 1990. Boniperti ha percorso, quindi, in prima persona, tutta l'epopea dell'Avellino in Serie A. E come se l'ha percorsa. Quanti incroci indimenticabili con i lupi, sia sul campo che fuori.

Dal famoso 3-3 del 1979, del primo anno di Serie A, all'1-1 del 1984, quando la Juve festeggiò lo scudetto e l'Avellino la salvezza.

Ma in particolare, tra Boniperti e l'Avellino, c'è stato un grande legame sul calciomercato. Tantissimi i giovani che il presidente bianconero portava dall'Avellino alla Juventus. Basti pensare a Tacconi, Favero, Vignola, Alessio, che prima sono esplosi in Irpinia e poi, dopo la chiamata del Presidente, sono passati alla Juve.

Nel 1986, quando fu inaugurata la stele in memoria delle vittime dell'Heysel al Partenio, il presidente Boniperti inviò una lettera di ringraziamenti e riconoscimento alla società biancoverde. Stele che ancora si può notare tra la Tribuna Montevergine e la Curva Nord.

Infine, nel 1990, nella finale di Coppa Uefa ad Avellino, di fatto si chiuse un cerchio di Boniperti come presidente alla Juve. In realtà, aveva rassegnato le dimissioni il 5 febbraio 1990, e gli era subentrato l'avvocato Chiusano alla guida della società bianconera. Ma fine a fine stagione, Boniperti, almeno come figura, rimase nell'organigramma societario, per poi staccarsene, rimanendo simbolo e figura indelebile.

Insomma, il calcio italiano perde una figura imponente, che ha scritto la storia, una figura come quella di Giampiero Boniperti.

 

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