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Pochesci: “Non mi aspettavo questa partenza di Braglia, bel segnale da parte dei calciatori”

Pochesci: “Non mi aspettavo questa partenza di Braglia, bel segnale da parte dei calciatori”

L'allenatore: "Se i calciatori hanno chiesta la conferma di Braglia vuol dire che gli ha trasmesso qualcosa di importante, poi ha deciso la società ovviamente"

redazione TuttoAvellino

L'ex tecnico della Ternana Alessandro Pochesci, in collegamento con OttoChannel ha commentato la vicenda Braglia in casa Avellino: "I tifosi si riconquistano attraverso le vittorie - ha detto -. Contro la Virtus Francavilla l'Avellino ha giocato bene e ha vinto, ottima iniezione di fiducia per il morale. Confermare Braglia è stata una scelta difficile. La società ha dovuto fare marcia indietro, ma si sono assunti anche delle responsabilità i calciatori. Per un allenatore sono bei segnali riguardo a quello che è l'unione del gruppo attorno alla propria figura. Non mi aspettavo certo questa partenza dell'Avellino con Braglia in panchina, finora si può dire che sia stata la delusione del girone C. Non dico che doveva fare il campionato del Bari ma insieme a Catanzaro e Bari è quella che ha qualcosa in più. Non me lo aspettavo perché Braglia partiva da un anno di esperienza in questa piazza, con un gruppo di calciatori che conosce, poi chiaro la sorpresa è sempre dietro l'angolo e squadre che partono male poi possono riprendersi.

E' stato bello che i 5 calciatori siano andati a chiedere la conferma del tecnico, vuol dire che gli ha trasmesso qualcosa di importante, ma gli allenatori sono i dipendenti di una società. I calciatori hanno proposto la conferma dell'allenatore ma poi la decisione l'ha presa la società, forse anche per una questione di costi e perchè rischiavano di perdere anche alcuni calciatori che erano andati a chiedere la conferma. Una situazione strana perché Vivarini ormai parlava già da allenatore dell'Avellino, ma non voglio pensare che sia stato Braglia a chiederlo, non è da lui, piuttosto si sarebbe dimesso.

D'Angelo? Vorrei avere la possibilità, un giorno, di tornare ad allenarlo. L'ho avuto a Fondi, lo avrei voluto portare in Serie B a Terni, ma andò a Livorno dove trovò poco spazio. Lo reputavo un calciatore di grande prospettiva e col senno del poi non mi ero sbagliato. D'Angelo è cresciuto in maniera importante con l'Avellino, ma già quando era under, con me, si vedeva che aveva un grande carisma, una personalità importante".

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