Avellino alla sosta nel gruppone a 7 punti, agganciato alla zona playoff, con 2 vittorie, 1 pari e 2 sconfitte. Un cammino nel 'limbo' potremmo dire dopo 5 giornate, né in crescita né negativo, esattamente a metà tra lo spiccare il volo e il "vorrei ma non posso". Ago della bilancia, neanche a dirlo, è stata la partita del "Del Duca" dove con una vittoria, o anche un pareggio, l'Avellino si sarebbe rilanciato nelle zone alte della classifica chiudendo un filotto d 4 risultati utili consecutivi, andando alla pausa con una consapevolezza diversa, e invece si è tornati indietro alla prima giornata, a una sconfitta, a diversi interrogativi sulla tenuta non solo difensiva, ma anche fisica e mentale.

Sì perché la squadra ha subito la terza rimonta su cinque gare fin qui, tolte le due vittorie con clean sheet contro Vicenza e Modena, l'Avellino ha sempre subito rimonte e sempre nel secondo tempo: alla prima giornata contro l'Arezzo, alla rete iniziale di Russo sono seguite le due degli aretini nella ripresa che hanno ribaltato il risultato; in casa col Palermo nel secondo tempo è arrivato il pari di Johnsen (anche se l'Avellino nel finale di gara ha sfiorato più volte il gol vittoria destando ottime impressioni); sabato ad Ascoli dopo essere passata nuovamente in vantaggio con Russo nel primo tempo, si è lentamente affievolita nella ripresa subendo il ritorno veemente dell'Ascoli e di Silipo. Senza questi cali di concentrazione della ripresa, analizzando solo il primo tempo, a questo punto l'Avellino avrebbe 13 punti (solo col Palermo ha chiuso sullo 0-0 la prima frazione), come il Palermo capolista.

Ovviamente le partite durano 90' ed è un calcolo relativo, ma aiuta a capire che qualcosa nel secondo tempo non funziona come dovrebbe. Nesta avrà ora tre lunghe settimane per riflettere, lavorare e capire dove intervenire; sarebbe potuta essere una sosta diversa, in cui lavorare con una consapevolezza diversa se si fosse usciti da Ascoli con un risultato diverso, ma allo stesso tempo una sola partita non può inficiare comunque le tre ottime partite consecutive giocate nella fase precedente, e come non ci si doveva fasciare la testa dopo la sconfitta con l'Arezzo, non è corretto fare di tutta l'erba un fascio dopo Ascoli. Che ha indubbiamente giocato meglio meritando la vittoria.

In un campionato lungo e tortuoso ci stanno anche i rallentamenti e le sconfitte, nessuna squadra è costruita per vincere sempre tantomeno l'Avellino, e degli stop sono da mettere in conto. Quello che sicuramente va analizzato è sicuramente come arrivano questi stop e come si comporta la squadra in campo, e in tal senso un'analisi sugli errori di Ascoli va sicuramente fatta, per evitare di ripeterli al ritorno in campo, il 9 ottobre.

Sezione: Copertina / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 10:27
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
autore
Giornalista pubblicista dal 2003, segue l'Avellino dal 2001. Ha collaborato con diverse testate irpine: Il Giornale di Avellino, il Corriere dell'Irpinia, Radio Punto Nuovo, Telenostra, Irpinia Tv. E' fondatore e direttore di TuttoAvellino.it dal 2012, oltre ad aver seguito diversi altri progetti sportivi a livello nazionale.