Ottavo posto in zona playoff, 31 punti (uno in meno dello scorso campionato, girone di andata), secondo miglior attacco insieme al Crotone, dietro solo al Cagliari. In un solo mese l'Avellino ha spazzato via dubbi e perplessità, zittito i critici e gli scettici e riguadagnato una posizione di classifica consona alle aspettative. E ora sì che il presidente Taccone può andare in giro a petto in fuori, togliendosi più di qualche sassolino dalle scarpe. Lo ha fatto ieri nel tradizionale intervento a Radio Punto Nuovo, quando ha detto che ora chi parlava di un Avellino che ha sbagliato mercato, che ha sbagliato tecnico e che non si salverà, non avrà più nulla da dire. E ha ragione perché se la squadra ha indubbiamente attraversato un momento di appannamento, e anche noi abbiamo denunciato una preoccupante involuzione di risultati, ha saputo poi riprendersi giusto in tempo per chiudere col botto il 2015, conquistando ben 5 vittorie consecutive. L'ultima vittoria, ancora in rimonta, su un campo tabù come il Manuzzi di Cesena.

E' tornato l'Avellino delle meraviglie? Presto per dirlo perché, appunto, si è trattato di un mese straordinario, ma pur sempre di un solo mese nell'arco di un campionato lungo e logorante. Di sicuro l'Avellino ora è conscio delle proprie possibilità e delle proprie lacune, la preparazione estiva è stata sbagliata e si cercherà di non ripetere l'errore nel girone di ritorno, così come si correrà ai ripari sul mercato coprendo le mancanze più evidenti: due terzini, un centrale e un esterno di centrocampo. Non era facile far quadrare una squadra rinnovata in almeno 15 elementi, imparare un nuovo sistema di gioco con un nuovo allenatore e far fronte alle emergenze dell'infermeria, ma con pazienza e consapevole di essere sulla graticola mister Tesser ha continuato il proprio lavoro, con serietà e caparbietà, e ora comincia a raccoglierne i frutti.

D'altrone più di una volta l'Avellino ha giocato bene, anche quando ha perso, vanificando però tutto con una difesa poco attenta o un attacco poco preciso. Il problema attacco è stato risolto strada facendo, grazie soprattutto alla ritrovata vena di Mokulu e soprattutto al rientro di Castaldo, il vero acquisto di questo inverno. Ora occorrerà correggere la difesa, e questo sarà possibile solo in sede di mercato. Dopotutto era chiaro anche in estate che l'Avellino aveva uno dei migliori attacchi della cadetteria, ma la difesa era un'incognita. A Cesena si è vista la sintesi del "nuovo" Avellino: squadra che gioca bene, che rischia poco e che sfrutta bene le occasioni da rete create. Il gol di Djuric è arrivato nell'unico tiro in porta dei romagnoli del primo tempo, mentre l'Avellino ha saputo capitalizzare le occasioni da rete create come non riusciva a inizio campionato, meritando la vittoria.

Il modulo, ormai stabile dopo vari esperimenti, si è orientato sul 4-3-1-2 che è forse quello che esalta meglio le caratteristiche dei giocatori in rosa. Peccato solo doversi fermare proprio ora, nel miglior momento di forma. Ma il 5 gennaio si tornerà già al lavoro e il 16 di torna in campo con l'atteso derby di ritorno. Sarà l'occasione giusta per vendicare la sconfitta dell'andata, ampliare il divario di classifica con i "cugini" granata e confermare che questo Avellino può davvero dire ancora la sua in questo campionato. E registrare la sesta vittoria consecutiva non sarebbe affatto male, oltre a rappresentare un nuovo record per i biancoverdi.

Sezione: Copertina / Data: Lun 28 dicembre 2015 alle 07:57
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
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Giornalista pubblicista dal 2003, segue l'Avellino dal 2001. Ha collaborato con diverse testate irpine: Il Giornale di Avellino, il Corriere dell'Irpinia, Radio Punto Nuovo, Telenostra, Irpinia Tv. E' fondatore e direttore di TuttoAvellino.it dal 2012, oltre ad aver seguito diversi altri progetti sportivi a livello nazionale.