5 maggio ore 16.59: il signor Ghersini di Genova, dopo i canonici minuti di recupero, decreta il triplice fischio di Catanzaro-Avellino. Manca ancora una giornata al termine del campionato ma i lupi sono già in B. La benedetta matematica tanto invocata è arrivata. Il + 5 sul Perugia lascia dormire sogni tranquilli ma in realtà sarebbe bastato anche un punto, visto l’ampio vantaggio detenuto nella differenza reti, essendo gli scontri diretti in parità. 60 punti, frutto di 18 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte il ruolino di marcia di Castaldo e compagni, guidati impareggiabilmente da mister Rastelli, da molti accreditato come il vero artefice della cavalcata di una squadra, da molti ritenuta in lizza per un posto per i play-off ma non di certo per il primato e la promozione diretta. Eppure questa stagione non era iniziata nel migliore dei modi. Dopo l’eliminazione in Coppa Italia ad opera del Sassuolo, prossimo alla massima serie, i biancoverdi esordiscono dinanzi al loro pubblico il 2 settembre con il Prato, formazione fin da subito ritenuta mediocre e senza troppe pretese. Ma i tre punti beneauguranti non arrivano. Al Partenio-Lombardi i lupi passano in vantaggio con Catania a dieci minuti dal termine e dopo qualche giro di lancette giunge anche il beneficio della superiorità diretta con un calciatore toscano espulso. Ma proprio in pieno recupero al 94’ Corvesi serve la doccia gelata, trafiggendo Fumagalli e firmando l’insperato pari per il Prato. Il riscatto arriva la domenica successiva con i biancoverdi corsari a Carrara. A stroncare l’inerzia del match, ci pensa su rigore Biancolino, che contro la squadra della presidentessa Seredova firma la “rete” della riconciliazione con i tifosi, dopo la parentesi salernitana. Si sa che il pubblico ad Avellino è molto esigente e i lupi ne tradiscono nuovamente le aspettative, mancando la vittoria anche nel secondo impegno tra le mura amiche nel derby con la Paganese. Con gli azzurrostellati di mister Grassadonia si assiste al film già visto due settimane prima. Vantaggio irpino con Castaldo questa volta nel primo tempo ma nel finale arriva il pari degli ospiti che in zona cesarini sprecano una ghiotta chance per servire una beffa più amara rispetto a quella del pareggio. Amarezza e delusione tra i tifosi nell’uscire dal Partenio-Lombardi ma dopo cinque giorni, nell’anticipo del venerdì, l’Avellino compensa il mezzo passo falso del turno precedente andando ad espugnare, a distanza di oltre mezzo secolo, il Santa Colomba di Benevento. Dopo l’exploit in terra sannita, il 30 settembre i lupi non falliscono questa volta l’appuntamento del feeling con la vittoria al Partenio-Lombardi. A decidere l’incontro grazie a un pregevole guizzo Gigi Castaldo che permette alla sua squadra di conquistare la vetta. Ma dopo che arriva la prima vittoria tra le mura amiche, per i lupi giunge anche l’ora della prima sconfitta, a Frosinone. Match inevitabilmente condizionato dal fatale approccio di Zappacosta e compagni, passati in svantaggio dopo nemmeno due giri di lancette. Non bastano la reazione e il dominio della ripresa per permettere ai biancoverdi di portare via dalla Ciociaria almeno un pareggio. Il 14 ottobre al Partenio-Lombardi arriva la corazzata Perugia. Finisce 1 a 1, con copione identico a quelli dei match con Prato e Paganese. Lupi in vantaggio con Catania e raggiunti a fine primo tempo, conseguendo il primo dei due pari consecutivi, dal momento che quindici giorni dopo la gara di Viareggio si conclude con l’omologo risultato. Dopo oltre un mese, i biancoverdi tornano al vincere, calando il tris con il Sorrento ma la superlativa prestazione offerta contro i costieri non è ripetuta a Nocera, dalla quale i lupi escono sconfitti di misura (gol dell’ex Evacuo) ma meritatamente. Subito, però, arriva il riscatto, con il 2-0 servito al Gubbio ma nel secondo appuntamento casalingo i lupi non vanno oltre il pareggio contro il Latina, in una partita in cui i tifosi lasciano lo stadio per l’amaro in bocca per l’ennesima delusione maturata al Partenio-Lombardi. Una vera e propria maledizione quella del pareggio da rimontati, che però si conclude fortunatamente proprio quel 2 dicembre, in quanto in seguito i lupi inanellano cinque vittorie consecutive, battendo dinanzi ai loro beniamini Catanzaro e Carrarese ed espugnando Andria, Pisa e Prato. E con i blitz in Toscana Castaldo e soci conquistano il primato che cedono però al Latina, incappando in due brucianti sconfitte consecutive, quella sonora di Pagani e quella sfortunata al Partenio-Lombardi con il Benevento, sempre corsaro nelle stagioni delle promozioni. Sembra finita soprattutto dopo che a Barletta, al 75’ i lupi stanno capitolando per 2 a 0. Ma il gol di Izzo più che riaccorciare le distanze va a spianare la strada all’insperata rimonta con Castaldo e Zigoni che firmano le reti che valgono i tre punti con i lupi nuovamente vittoriosi anche nel turno successivo, con Castaldo ancora decisivo contro il Frosinone. Il 3 marzo big match al Renato Curi di Perugia, dove l’Avellino coglie un pareggio prezioso, dato anche lo stop contemporaneo del Latina a Frosinone. E sette giorni dopo, scatta l’operazione sorpasso con De Angelis che a pochi minuti dal termine decide la gara contro il Viareggio e i pontini frenati in casa dall’Andria. E dopo aver conquistato il primato, i lupi lo consolidano calando il poker a Sorrento e ringraziando il Perugia per la sconfitta inferta al Latina. Distacco che va accentuandosi nel turno successivo dove va a registrarsi ancora un passo falso di Danilevicius e compagni, fermati dal Prato mentre i lupi nel Monday Night non sbagliano contro la Nocerina. Match winner il Pitone Biancolino. La sosta pasquale permette ai lupi di ricaricare le batterie e a Gubbio i biancoverdi collezionano la quarta vittoria consecutiva. Dopo l’iniziale vantaggio di Angiulli, micidiale sorpasso degli umbri ma nella ripresa Zullo e Castaldo firmano le reti del controsorpasso che consentono ai lupi di aggiudicarsi l’intera posta in palio. Inalterato il +5 sul Perugia, si cominciano a fare i primi calcoli, smentiti però dallo stop di Latina concomitante con la vittoria degli umbri sul Sorrento. +2 e obbligo per l’Avellino di non fallire contro l’Andria. Imperativo che non tradiscono Millesi e compagni e a rendere più splendida la giornata non è tanto la vittoria dei lupi ma la notizia della sconfitta del Perugia in quel di Viareggio. +5, giochi pressochè fatti, cominciano i preparativi per la festa per la quale mancano due punti in teoria, ma in realtà ne basta uno per acquisire la matematica certezza del salto di categoria. Si va a Catanzaro, nella Calabria che si è confermata nuovamente portafortuna. Gara equilibrata ma lupi sciuponi con Biancolino e D’Angelo. Al 73’ arriva però il guizzo di Zigoni che insacca alle spalle di Pisseri e sigla quel gol che segna per i lupi la conquista della B, con una giornata di anticipo. Domenica, infatti, giunge il Pisa ma quella con i toscani sarà una pura formalità per D’Angelo e soci, poiché la cadetteria è stata già messa in cassaforte e ora, dopo i tanti sacrifici, è giusto che ora si pensi solo a festeggiare. La programmazione può aspettare.
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