La Salernitana banchetta sul cadavere del lupo, un lupo senza forze e che ora non ulula

12.03.2018 07:20 di redazione TuttoAvellino Twitter:   articolo letto 1553 volte
La Salernitana banchetta sul cadavere del lupo, un lupo senza forze e che ora non ulula

Dire che l'Avellino abbia perso il derby è probabilmente riduttivo. In un Arechi con una cornice di pubblico degna delle grandi occasioni e con 2000 tifosi biancoverdi al seguito, la formazione irpina è uscita totalmente malconcia da un appuntamento che doveva e poteva segnare una svolta nel campionato di Ardemagni e compagni. E così, con un 4-2-3-1 prevedibile e con la terza panchina di fila di Migliorini, è sceso in campo un Avellino docile, mai realmente pericoloso, un agnellino insomma, più che un lupo. E le cose si sono messe male sin dall'inizio anche a causa, ad onor del vero, di una deviazione sfortunata di Laverone su tiro dalla distanza di Kiyine divenuto imparabile per Lezzerini. All'8' di gioco si è già sull'1-0 per i padroni di casa. A questo punto ci si aspetta una reazione importante da parte dell'Avellino, ma passano i minuti e Bidaoui, così come Ardemagni, Molina, Gavazzi e tutta la compagnia, sono poco incisivi, poco conviti e determinati.

Così al 18' arriva anche il raddoppio. Ngawa e Morero si scontrano, Minala serve Sprocati dimenticato da Laverone e 2-0 facile facile per l'esterno della Salernitana. Novellino al 36' getta nella mischia Asencio al posto di un irriconoscibile Bidaoui e lo spagnolo prova subito, come di consueto, ad avvelenare il pacchetto offensivo dell'Avellino, senza però grandi risultati. Nella ripresa inserimento di Falasco per Morero, per dare maggiore gamba all'out di sinistra e successivamente innesto di Wilmots al posto di De Risio. Risultato? Calma piatta, con la Salernitana (nel frattempo è entrato l'ex Zito) che conquista anche un penalty grazie all'ex biancoverde che però si fa ipnotizzare da Lezzerini evitando il tris e la debacle. Una sfida dove la tifoseria aveva chiesto espressamente di ritrovare la dignità. Ma la si è persa ancora di più con Molina ed Asencio che perdono la testa e si fanno espellere saltando anche la prossima sfida contro il Pescara e dimostrando poca lucidità. Avellino irriconoscibile, scarno di idee e senza identità. I granata banchettano sul cadavere del lupo per la seconda volta, ieri però senza particolari fatiche.