Giuseppe Zandonà, ex calciatore dell'Avellino, racconta a SportChannel i suoi ricordi e il rapporto con Di Somma: "Salvatore era una specie di leggenda, mi ricordo che è stato tanti anni ad Avellino, giocatore grintoso, cattivo, di personalità e ho avuto la fortuna che lui era diventato direttore sportivo e mi ha dato una mano, anche se sotto sotto sperava ancora di giocare ancora qualche anno dato l'amore del pubblico per lui. Chiunque sarebbe andato ad Avellino avrebbe percepito queste difficoltà perchè Salvatore aveva un modo di giocare diverso, un Avellino tutto grinta e cuore e lui ne era il simbolo. Ivic grande allenatore, innovativo in una maniera esasperata, all'inizio abbiamo fatto fatica perché venivamo da un gioco all'italiana con i due marcatori e il libero, De Napoli in mediana, lui ha voluto farci giocare a zona. L'Avellino lo seguo sempre, per me è stata una tappa importante, sono dovuto andare via perché dopo il ritiro nell'anno della retrocessione mi avevano più che dimezzato lo stipendio, ma non ho dimenticato e ci soffro per le vicende attuali. Mi ricordo tutte e 70 le partite che ho fatto, una che mi è rimasta nel cuore è la gara contro la Lazio, al gol di Fracco siamo esplosi di gioia, non dovevo giocare ma mi hanno fatto delle punture per il mal di schiena, e poi mi ricordo il 3-3 di Bergamo, rimontata sotto di 3-0".

Sezione: Ex biancoverdi / Data: Ven 17 aprile 2020 alle 17:14
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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