Salvatore Vullo, ex calciatore e allenatore dell'Avellino, si è raccontato in una lunga intervista a Siciliaonpress, toccando naturalmente anche l'avventura irpina. "La mia avventura calcistica inizia presto, sin dalla scuola elementare. Allora frequentavo l’Oratorio di Don Prisco nei primi anni “60 e la passione del pallone mi prese vedendo giocare nel campetto i calciatori della Chiaramontana allora prima squadra di Favara, lì giocavano i” grandi Chirminisi Priolo, Valenti, Veneziano… La vita da professionista cominciò a Palermo, ero arrivato dal Ribera, dove avevo finito gli studi, la mia vita cambiò radicalmente e il calcio mi prese completamente. I ricordi sono scolpiti nella mia testa: dai compagni agli avversari, al Presidente il grande Renzo Barbera, la finale di coppa Italia contro il Bologna di Savoldi e Bulgarella persa ai rigori. Poi Torino con il grande salto di categoria. Le emozioni si moltiplicarono, grandi squadre e grandi giocatori, avversari che sembravano inarrivabili, improvvisamente erano lì, Milan Inter, Juventus, Roma, Lazio, Fiorentina, Napoli…
Rivera, Mazzola, Tardelli, Conti, Antognoni… I grandi stranieri, Zico, Maradona, Platini, le partite internazionali, la Coppa UEFA. Tutto stupendo e indimenticabile.

Ad Avellino ho contribuito a scrivere la storia, tre anni da giocatore e tre salvezze esaltanti (era l’obiettivo). Da allenatore ho vinto un campionato facendo divertire il pubblico. Era l’anno 2002-2003, dalla serie C alla serie B, la seconda volta nel 2011 arrivato in corsa sono riuscito a raggiungere i play-off vincendo tre partite su quattro, la quarta è stata persa a Trapani, ma siamo stati promossi lo stesso. Credo, che il mio comportamento nei confronti dei tifosi e della città sia stato sempre impeccabile.

Dopo il coronavirus? Non lo so, non lo sanno neanche gli scienziati, si va per tentativi, ma come nella vita ci vuole tempo e tutto ritornerà come prima. 

In questo contesto storico è molto difficile pensare al futuro, ma c'è sempre uno spiraglio, quindi vorrei insegnare ai giovani calciatori e giovani allenatori le tecniche e le tattiche calcistiche, che vanno non solo insegnate ma principalmente interpretate".

Sezione: Focus / Data: Lun 04 maggio 2020 alle 11:22
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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