C'era chi ancora aspettava questa partita per potersi esprimere sul reale valore dell'Avellino. Ebbene, la prestazione di ieri sera ha evidenziato l'enorme forza del gruppo biancoverde. Una formazione ben messa in campo da Massimo Rastelli che ha caricato i suoi a mille negli spogliatoi. Torna Pisacane in difesa, non c'è Massimo. Fascia di capitano a D'Angelo che riprende il suo posto in mediana come contro il Pescara e Castaldo affiancato da Galabinov. Pronti via, la qualità degli avversari viene subito fuori nei primi dieci minuti, ma resteranno semplicemente dieci i minuti in cui l'Empoli ha fatto paura. I gemelli del gol, Tavano e Maccarone sono stati praticamente ingabbiati dalla difesa granitica dell'Avellino, vero punto di forza della compagine irpina. Primo tempo da paura, giocato a una intensità pazzesca, come non mai in questo inizio di stagione. Una vera e propria lezione di calcio a un avversario molto più quotato sulla carta. Ma come il tifo biancoverde, è tornata anche la legge del Partenio. Non si passa. Galabinov, finalmente decisivo, dal dischetto spiazza Bassi e regala i tre punti ai lupi, a quota 12 in quarta posizione. Nel secondo tempo molta gestione della palla, ma forse si sarebbe potuto provare a chiudere il match. Lo spavento sul tiro di Pucciarelli nel finale lo fa pensare. Poco importa, la prestazione mostruosa dei biancoverdi regala altre emozioni a una piazza ormai ritornata importante.

Da sottolineare anche la capacità, sempre più decisiva, di mister Rastelli nel preparare le partite: l'Avellino ha studiato e atteso l'avversario, ha colpito quando era il momento di farlo e si è chiusa bene a difesa del risultato senza mai lasciare spazi all'Empoli. Una gestione tattica perfetta. A volte anche l'allenatore può essere il fuoriclasse di una squadra...

Sezione: Copertina / Data: Mar 01 ottobre 2013 alle 08:00
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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