L'Avellino riesce a portare a casa una vittoria preziosa, che consente alla squadra di Bucaro di tenere lontana la zona play out e regala un pò di tranquillità a tutto l'ambiente, dopo il brutto capitombolo in quel di Foligno. Diciamo che quanto espresso dal campo, nella sfida con il Pisa,  non ha tradito quelle che erano le previsioni della vigilia: match sempre in bilico, disputato da due compagini che si sono equivalse, con l'esito incerto fino alla fine. Insomma, sarebbe potuta finire con qualsiasi risultato e nessuno spettatore avrebbe potuto gridare allo scandalo. Oltre ad una buona dose di fortuna (senza quella nel calcio non si va da nessuna parte, specie in questa terza serie nazionale, alquanto modesta e povera di contenuti tecnici), quel che ha sostanzialmente contribuito alla vittoria biancoverde è stata la maggiore qualità ed equilibrio tattico dei Lupi rispetto alla loro prestazione incolore di Foligno. Mister Bucaro ha rimodulato la squadra attorno a quel talento tecnico che è Emiliano Massimo, che (benchè fosse all'esordio assoluto in 1^Divisione e con la maglia dell'Avellino) ha saputo prendere per mano l'intera compagine, indirizzandone e caratterizzandone l'intera manovra offensiva, impostando con consumata perizia tecnico-tattica. Con il romano la squadra biancoverde ha finalmente risolto il problema della fase di possesso palla, che, con la guida di un play maker di vaglia come l'ex aversano, può avere una sua fisionomia tecnico-tattica ed una sua notevole produttività ed efficacia (in tal senso, veramente mirabili ed interessanti alcune aperture di gioco del regista, pupillo di Enzo De Vito, che lo ha voluto fortemente ad Avellino). Ma la positività tattica della squadra di Bucaro è stata caratterizzata anche dal maggiore equilibrio nella zona centrale del campo, dove ha dato un contributo importante l'utilizzo sin dal primo minuto di un esterno di raccordo come Herrera, che, spesso e volentieri, tornava sulla metacampo per dare una mano sostanziosa al reparto nevralgico dei Lupi; che, in tal caso, agivano con un piu' solido e tranquillo 4-4-2 . Non è un caso che il gol dei Lupi sia arrivato per una percussione del Nino Herrera, che, giostrando da esterno puro (cosa che è clamorosamente mancata a Foligno, dove i Lupi, nel secondo tempo, avevano addirittura giocato con 4 punte centrali di ruolo!) ha potuto esibire uno dei pezzi migliori del proprio repertorio, il cross dal fondo, che ha costituito poi  l'assist per la rete di Zigoni, che è valsa i tre punti. Certo, poi, Fumagalli ci ha messo parecchio del suo, negando al bomber Perna, da distanza ravvicinatissima, in due occasioni, un gol praticamente fatto. Ma l'impressione che si è avuta dalla tribuna è stata positiva per l'intero complesso, che ha mostrato pure qualche piccolo progresso nella fase di non possesso.

La vittoria su una buonissima squadra come il Pisa, davvero forte dalla cintola in sù, ridà uno slancio psicologico non insignificante alla truppa di Bucaro, che acquisisce nuove convinzioni e guarda al futuro prossimo con un pizzico di "disincanto" in meno, potendosi permettere (visto che la quintultima è 11 punti sotto i Lupi) quella sana serenità che può anche autorizzare pensieri diversi dalla salvezza. In fondo, adesso l'Avellino, al pari del Como,  ha raggiunto il sesto posto, praticamente la migliore classifica dall'inizio del campionato; e proprio adesso che la graduatoria comincia veramente a contare. Certo i play off sono distanti ancora 4 lunghezze, ma la squadra biancoverde non ha nessun motivo per essere ansiosa: quel che sarà, sarà! L'importante è raggiungere la salvezza al piu' presto; dopo, comunque vada, sarà un successo!

Sezione: Copertina / Data: Lun 16 gennaio 2012 alle 10:35
Autore: Rino Scioscia
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