E' davvero difficile ed amaro dover commentare una partita persa addirittura due volte!
E si, perchè, i Biancoverdi di mister Bucaro sono riusciti "nell'impresa" di riperdere dopo che la casualità e gli episodi negativi della volenterosa e per niente trascendentale avversaria avevano ridato fiato alle speranze avellinesi.

In pratica, dopo essere stato, per quasi tutta la partita (ove si eccettuino i primi 5 minuti di chiara marca biancoverde, compresa la clamorosa pallagol, dopo appena 10 secondi dal fischio d'inizio della gara, non sfruttata dall'oggetto misterioso Lasagna) in totale balìa dei modesti avversari della Tritium (tutti ragazzi esordienti per la terza serie nazionale, che avevano letteralmente ridicolizzato i padroni di casa, sebbene avessero avuto il torto di realizzare una sola rete!), i calciatori di Bucaro, grazie ad un episodio negativo per la difesa biancazzurra, che poteva essere letale (rigore per l'Avellino ed espulsione del portiere lombardo, che non poteva eesere sostituito dal secondo portiere, per precedente esaurimento dei 3 cambi a disposizione della Tritium) erano stati rimessi clamorosamente in gioco. Ma, trasformato regolarmente il rigore con De Angelis, i Biancoverdi  sono andati inopinatamente in confusione totale: senza idee, senza nessuno (tanto meno il tecnico) che prendesse in mano la situazione (divenuta indubbiamente assai favorevole); la manovra, se possibile, è stata ancora piu' farraginosa, e dunque facilmente controllabile dai ragazzi di Boldini (nonostante questi ultimi dovessero scontare il grave handicap di essere rimasti in dieci e con un portiere improvvisato, il centrocampista Corti).
Ma l'assurdo è stato che l'Avellino, non solo non è stato capace di vincerla questa gara, ma  addirittura l'ha ripersa, grazie ad un gol di rara bellezza di Bortolotto (che, però, ha potuto agire indisturbato per circa 20 metri, prima di arrivare quasi al limite dell'area biancoverde e far partire un tiro all'incrocio dei pali della porta difesa dall'incolpevole Fumagalli).
Insomma un disastro al "quadrato".

Una sconfitta cosi avvilente per i tifosi avellinesi era da tempo che non si vedeva al Partenio-Lombardi. Una debacle che ha un nome ed un cognome. Giovanni Bucaro. Il tecnico siciliano ha colpe inconfutabilmente nette, che non ammettono discussioni di sorta.
E si, perchè, l'allievo di Zeman, ha sbagliato praticamente tutto ciò che c'era da sbagliare: ha regalato, in maniera a dir poco imbarazzante, l'intera prima frazione di gioco agli avversari (ai quali non è parso vero di ritrovarsi al Partenio-Lombardi ad imporre il proprio gioco). Una compagine, quella lombarda, assolutamente non trascendentale, poco piu' che modesta, a cui l'Avellino di Bucaro ha fatto fare un figurone. Il tecnico biancoverde, durante l'intero arco della gara, non ha mai perso il suo aplomb, e non è stato capace di  partorire un'idea, un tentativo di soluzione efficace. Ha iniziato riproponendo Lasagna in campo, e lasciando, colpevolmente, un peperino come Herrera in panchina. Ha insistito con De Angelis prima punta, che si è perso nella sterile e negativa attesa della palla, dando le spalle alla porta avversaria e non "beccandola" quasi mai, lui che è l'attaccante piu' tecnico della rosa avellinese, e che, si sa, riesce a dare il meglio di sè quando può puntare l'avversario, oppure può ricevere palla in corridoio, oppure ancora può attaccare gli spazi. Un centrocampo in totale affanno ed in balia degli avversari, che arrivavano sempre prima sulla palla (anche perchè favoriti in maniera lampante dalla eccessiva lentezza della coppia Correa-Millesi). Pochezza sconfortante ed insostenibile sulle fasce, specie in fase di non possesso ( con due 19enni mandati allo sbaraglio). Dopo un primo tempo negativamente devastante (i Biancoverdi devono ringraziare la modestia degli avversari che non hanno saputo affondare il coltello nella piaga, chiudendo la partita), il tecnico siciliano ha pensato di correre ai ripari, inserendo Zigoni accanto a De Angelis (in un improvvisato tentativo di rimodulazione della fase offensiva, con una sorta di 4-4-2, con Millesi e Falzerano esterni di centrocampo). Poi la sostituzione, quasi obbligata, di Correa con il piu' dinamico e volenteroso Citro. Ma questi tentativi, ritardati ed estemporanei, non hanno sortito alcun effetto positivo, in termini di pericolosità offensiva.  E' vero che a Bucaro andrebbe parzialmente riconosciuto ancora l'alibi del tempo (è ad Avellino da soli 25 giorni, ma in questo senso, la responsabilità è della scelta scellerata della società di cambiare allenatore a due settimane dal campionato), ma la sua squadra, in tre gare, non è riuscita neppure ad avvalersi della grossa mano che il calendario le ha dato, affrontando squadre certamente non di prima fascia.
Però, dopo 270 minuti di gioco improduttivo (ed a tratti suicida) e tre match andati in archivio, dovrebbe essere giunto anche per il mister siciliano il momento di darsi una mossa, di apportare, specie sul piano delle scelte e dell'atteggiamento tattico, i correttivi giusti. 

Attendere non si può piu': il forte disappunto (se non la rabbia) dei tifosi biancoverdi al temine della bruttissima prestazione di ieri fa pensare che il tempo, almeno per loro, sia già inesorabilmente scaduto. 

Sezione: Copertina / Data: Lun 19 settembre 2011 alle 09:20
Autore: Rino Scioscia
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