Complice il gol che gli ha permesso di risultare il match winner della contesa con il Bari, Angelo D'Angelo è diventato l'uomo del momento tanto da essere incoronato quale il simbolo di questo famelico Avellino. Intervistato tuttavia da Il Mattino, il centrocampista originario di Ascea evidenzia tuttavia la necessità di rimanere con i piedi ben piantati per terra, aggrappandosi a quell'umiltà in cui va a ricercato la forza dell'undici biancoverde: "Questo inizio entusiasmante ci fa piacere, ci rende orgogliosi e permette di affrontare le fatiche degli allenamenti quotidiani con maggiore serenità. Guai però a fare voli pindarici. Il nostro obiettivo resta la salvezza. Mancano ancora 34 partite, praticamente un intero campionato di Prima Divisione e potremo capire se e quanto sognare soltanto alla fine del girone d'andata. Dobbiamo mettere in preventivo anche inevitabili momenti duri in cui sarà fondamentale continuare a mettere in campo quegli elementi che costituiscono i nostri punti di forza: l'umiltà, l'intensità, la ferocia agonistica, la coscienza dei propri limiti ma soprattutto lo spirito di gruppo così come lo chiama mister Rastelli, un tecnico straordinario, equilibrato, motivatore che sa sempre cosa dirci al momento giusto e prepara la partita in maniera pazzesca. Non c'è mai mezzo particolare che gli sfugge. Anche sabato ci aveva già anticipato le mosse del Bari, una per una e ha avuto ragione lui. E poi dà spazio a tutti, fa sentire tutti protagonisti, ivi compresi Millesi e Biancolino, per i quali vi assicuro che a breve ci sarà spazio anche perchè tra poco i campi si faranno pesanti e ci sarà bisogno di calciatori esperti come loro due. Un'altra componente fondamentale di cui possiamo avvalerci sono indubbiamente anche i tifosi. Ho stampati nella mente tutti i momenti che hanno segnato la mia esperienza in biancoverde dal 27 dicembre 2009 ad oggi: l'esordio, la sconfitta con il Trapani, l'infortunio, il ritorno in campo a Lamezia, il mio primo gol ad Aversa in Seconda Divisione, l'abbraccio con Marra. Da sabato però tra i ricordi a padroneggiare è il gol che ho segnato al Bari. Una rete che ho dedicato a mia moglie Celeste e alla famiglia in quanto se sono cresciuto ed arrivato a realizzare qualcosa lo devo anche alla loro capacità di sopportarmi e sostenermi".

 

Sezione: Copertina / Data: Lun 07 ottobre 2013 alle 14:50
Autore: Angelo De Rogatis
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