“Quella di lunedì è stata una serata magnifica in cui abbiamo portato a casa con grinta,sacrificio e tanta determinazione una vittoria che ci ha permesso di effettuare un grosso balzo in avanti per la conquista della cadetteria, nonché di battere una signora squadra ancor prima che una diretta concorrente. Nulla però è ancora fatto, il campionato non è ancora finito ma lascia ben sperare la reazione della squadra che si è vista anche lunedì dopo una settimana difficile, caratterizzata da varie vicende, dal logo alla bomba molotov passando per le false fidejussioni”. Ospite della trasmissione di Irpinia Tv, “Ventidue e trenta, i fatti in movimento”, il ds biancoverde Enzo De Vito rimarca come il cammino sia ancora lungo e tortuoso anche per l’influenza esercitata da alcuni ostacoli esulanti dal calcio giocato. Chiaro il riferimento alla deliberazione del Giudice Sportivo di squalificare per cinque giornate Antonello Giosa, per il quale almeno per ora, salvo l’eventuale accoglimento dei ricorsi, il campionato può dirsi finito: “Non riusciamo mai a stare sereni e goderci vittorie come quella con la Nocerina. E’ l’ennesima doccia fredda ma questa squadra durante questo campionato è riuscita sempre a sopperire alle difficoltà e dunque da un lato sono contento, vedendo il bicchiere mezzo pieno, in quanto convinto che anche dall’incidente occorso ad Antonello, la squadra riuscirà a trovare le motivazioni per rimanere carica ed arrabbiata. Come noto, la nostra arma vincente è rappresentata dal gruppo mentre indubbiamente tra le componenti che ci stanno aiutando nel cogliere il nostro obiettivo rientra sicuramente il pubblico. Di questo non posso che essere entusiasta in quanto lunedì sera ho rivisto il Partenio-Lombardi dei vecchi tempi ma soprattutto il Partenio-Lombardi dodicesimo uomo in campo”. De Vito “esula” da tabelle e calcoli, evidenziando la necessità per la squadra di pensare una gara per volta e di non lasciarsi attanagliare da distrazioni tali da compromettere l’umiltà e la concentrazione del gruppo e risultare dunque fatali. E per rendere più chiaro il suo concetto il direttore si affida a una metafora simpatica e scherzosa: “Dobbiamo arrivare a Napoli ma siamo ancora a Pomigliano, l’obiettivo è vicino ma non ancora raggiunto e pertanto non possiamo assolutamente perderci o smarrire. Molto dipende da noi, in quanto visti i cinque punti di vantaggio sul Perugia, il nostro destino prescinde dal nostro rendimento, quello delle altre inevitabilmente da nostri passi falsi. Peccato per qualche punto perso amaramente in qualche partita casalinga di inizio campionato che oggi avrebbe potuto farci comodo. Purtroppo non siamo i più forti ma mi auguro che raggiungendo la cadetteria, questa squadra possa dare una lezione a qualche “professore di violino” che ha contestato ogni nostra scelta, comprese quelle del mercato di gennaio. Il tempo è galantuomo e sta dimostrando come i campionati si vincano con gli uomini e non con nomi o giocatori prossimi alla pensione”. Infine, il ds biancoverde facendosi portavoce della società lancia anche un monito alle istituzioni, finora piuttosto restie, affinchè possano cominciare a fornire il loro contributo già da ora, senza attendere necessariamente maggio per profittare della vittoria del campionato e salire sul carro dei vincitori: “L’obiettivo della cadetteria non è stato ancora raggiunto ma vicino. Pertanto credo che affinchè l’Avellino diventi un bene comune, in quanto anche noi nel nostro piccolo costituiamo un indotto, le istituzioni debbano iniziare a farsi vive e a supportare in modo concreto una società che sta sostenendo tanti sforzi per portare avanti questo progetto e riportare la città nei palcoscenici calcistici che merita”.

Sezione: Copertina / Data: Mer 27 marzo 2013 alle 12:47
Autore: Angelo De Rogatis
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