Un famoso coro che dalla gloriosa Curva Sud si alza spesso, recita: "L'Avellino siamo noi". Su queste poche parole dovremmo fermarci a riflettere per qualche secondo, prendendoci il tempo necessario a capire che che una città intera, grazie alla sua immensa passione ed alla sua dedizione allo sport, si ferma per sostenere i colori della propria bandiera. Il bianco ed il verde, lo si vede dappertutto e lo si vede lo stesso anche se la squadra porta il nome di AS Avellino. Conoscete qualche altra squadra o qualche altra città che si chiami Avellino? Non lo crediamo! Appunto. La storia del logo merita sicuramente il dovuto rispetto e la dovuta importanza per un qualcosa che è accaduto circa tre anni e mezzo fa. Ma allo stadio siamo una famiglia e il Partenio è la nostra casa, la dimora di ogni tifoso irpino che ha il sangue biancoverde nelle vene; come ogni casa che si rispetti ci accoglie e ci rende tutti uguali allo stesso modo; basti pensare ai piccoli gesti che in curva o in tribuna vediamo: persone che si abbracciano e cantano insieme anche se non si sono mai viste prima, un'unica idea ed un solo desiderio: la vittoria di chi indossa la maglia dell'Avellino, US, AS o FC, la gioia del gol è la stessa, in uguale misura. Abbiamo visto uomini piangere per due colori che sono ancora oggi sempre gli stessi e allora perchè disprezzare questi, quando continuano a rappresentarci a livello calcistico tutt'oggi? Speriamo, anzi, crediamo fermamente che questi ragazzi siano riusciti a riportare quasi quell'entusiasmo di un tempo, permettendoci di guardare dall'alto le altre squadre; e allora andiamo, muniti di vessilli biancoverdi, a sostenere i nostri colori, quelli di ieri, di oggi e di sempre. Quel che dobbiamo riprenderci è il posto che ci spetta nel mondo del calcio, almeno in serie B. Amici, ci vediamo allo stadio, ci vediamo a casa nostra!

Sezione: Copertina / Data: Sab 23 marzo 2013 alle 15:36
Autore: Pellegrino Marciano
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