Renato Cioffi, è certamente una delle migliori espressioni tecniche dell'Irpinia calcistica. Forse, bisognerebbe dire: un allenatore assai preparato e troppo serio per poter fare una carriera ancora piu' importante in questo calcio in agonia. Cioffi è espressione di un calcio vero, sano, che non scende a compromessi e non guarda in faccia a nessuno, neppure se ti chiami con un nome importante. E di calciatori importanti Renato ne ha allenati diversi.

Innamorato pazzo di questo sport,  ha sempre seguito il proprio istinto e non ha mai voluto snaturare il proprio credo sia tecnico, che, soprattutto, umano. Dopo avere raggiunto l'apice del successo con le due clamorose promozioni consecutive a Sorrento (dalla D alla C1), alcune scelte sfortunate ed altre imprevedibili situazioni negative (per non dire avverse), hanno "bloccato" l'ascesa della sua carriera di allenatore. Ma Renato ha poco di cui rammaricarsi, perchè sa benissimo che il motivo che gli ha impedito di decollare verso i massimi livelli non è certamente legato alla mancanza di capacità professionali (anzi, quelle, a nostro giudizio, ci sono, eccome!) ma, parliamoci chiaramente, è dovuto al non essersi legato a nessun "carrozzone" , composto spesso da millantatori e "venditori di fumo", che stanno contribuendo a distruggere il calcio.

Ma quando finalmente, come l'Araba fenice, dovesse risorgere dalle proprie ceneri (e forse quel giorno potrebbe essere ancor piu' vicino di quanto si possa pensare) quello che una volta, ahinoi, si definiva il gioco piu' bello del mondo,  magari con una sorta di tanto invocata "catarsi", sicuramente "torneranno di moda" gli uomini ed i tecnici veri. Categoria alla quale certamente appartengono (tanto per non fare nomi) gente come Pasquale Casale (guarda caso altro caudino) ed il suo piu' giovane compaesano Renato Cioffi.

Forse non tutti sanno o ricordano che Renato Cioffi, nella stagione agonistica 2006-2007 (che culminò con la promozione in terza serie del Sorrento) ha allenato calciatori come Gennarino Ruotolo (attuale trainer dei Costieri), Gigi Molino, Francesco Ripa ed un certo Massimo Rastelli. Il neo allenatore biancoverde, sotto la guida tecnica di Cioffi, in quel campionato vincente dei Rossoneri disputò 30 partite e mise a segno 4 reti. Abbiamo chiesto all'ex trainer di quel Sorrento di parlarci un pò del suo Rastelli:

"Massimo, quando è venuto da noi aveva già 38 anni, e benchè avesse giocato oltre 100 partite in serie A, ed avesse disputato soltanto qualche mese prima il campionato di serie B con l'Avellino, si calò nel campionato di C2 con una grande umiltà, una voglia di lavorare ed uno spirito di sacrificio veramente insospettabili in un uomo con circa 20 anni di carriera professionistica alle spalle. Era un grandissimo esempio positivo per i tanti giovani dilettanti che erano in quella squadra che veniva dalla serie D. Instancabile ed umile come veramente è raro vedere sui campi di calcio. Un atleta di quello spessore umano non poteva non fare bene anche come allenatore. Quando ho saputo che avrebbe allenato l'Avellino, sono stato felicissimo, anche perchè voi sapete quanto io tenga alla squadra che rappresenta la mia provincia. Veramente, credetemi, non è una frase fatta, ho subito pensato che finalmente era stata messa la persona giusta al posto giusto. Sono convintissimo che l'arrivo di Rastelli ad Avellino possa costituire la prima, fondamentale base per la prospettiva di un campionato veramente all'altezza del blasone, delle esigenze e dei sogni dei tifosi biancoverdi. Ho seguito un pezzo della prima conferenza stampa di Massimo ad Avellino, il giorno della sua presentazione. E sono rimasto favorevolmente colpito dalle sue parole, specie quelle che riguardavano il suo senso di squadra e ciò che lui chiede e si aspetta dai suoi calciatori. Credetemi mi sono rivisto e riconosciuto in ciò che diceva. Evidentemente (lasciatemi passare un pizzico di illusione e presunzione) qualcosa avrà preso anche da quello che impartivo io ai calciatori del Sorrento quando Rastelli giocava in Costiera. Massimo è un uomo serio ed un grande lavoratore. Ha voglia di emergere e Avellino è un banco di prova fondamentale per la sua carriera. Sono convinto che Rastelli abbia davvero tutte le carte in regola per fare benissimo e magari raggiungere gli obiettivi richiesti dalla società biancoverde, che mi pare voglia arrivare in serie B in due anni. Ed io, ovviamente, sarei doppiamente felice, sia per il mio ex calciatore, sia, soprattutto per il mio Avellino":

Sezione: Copertina / Data: Mer 30 maggio 2012 alle 19:28
Autore: Rino Scioscia
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