Diciamolo subito: è stata una sconfitta immeritata per i Biancoverdi, che contro una squadra certamente piu' esperta e nel complesso tecnicamente superiore non ha assolutamente sfigurato. Delle tre gare finora giocate dai Lupi in casa, quella contro il Sorrento è stata la migliore. Per diversi motivi tecnico-tattici. Il primo, e forse il piu' importante, è la tenuta del campo al cospetto di un avversario di notevole spessore. Un Avellino che ha fatto vedere cose interessanti, anche in ragione della personalità espressa nell'arco dei novanta minuti. Sicuramente, in termini di volume di gioco mostrato e di azioni pericolose portate alla porta sorrentina, forse non tutti i tifosi biancoverdi sono rimasti soddisfatti. Ma è innegabile che, almeno relativamente al primo tempo, l'Avellino abbia saputo dare un'impronta significativa alla partita. Anzi c'è da dire che il risultato venuto fuori  (già al termine dei primi 45') è apparso ai piu' non rispondente a ciò che le due contendenti avevano espresso in campo. In pratica il gol di Ginestra è venuto su l'unica azione pericolosa creata dalla squadra di Sarri non solo nel primo tempo, ma in tutta la partita. La differenza l'ha fatta la giocata del singolo. Il risultato piu' adeguato a quanto visto nel rettangolo di gioco sarebbe stato certamente il pareggio. E se questa oggettiva considerazione, da un lato amareggia il tifoso, da un altro punto di vista deve dare coraggio e convinzione a quanti sostengono che la compagine di Bucaro abbia i mezzi per disputare un campionato in linea con gli obiettivi prefissati dalla società all'atto dell'ammissione dell'Avellino al torneo di terza serie: il raggiungimento di una tranquilla salvezza. In fondo, i ragazzi avellinesi hanno mostrato di poter essere all'altezza dell'undici di Sarri, che è allestito per i piu' alti traguardi. E forse se si riesce a inquadrare questa sconfitta nell'alveo di quanto "è richiesto" e ci si attende da questa squadra, l'amarezza per l'insuccesso fa presto a svanire. Coloro che vogliono bene all'Avellino non debbono mai perdere la "bussola" del reale "dimensionamento" dei Lupi in questa stagione. Se ci si abitua a fare questo esercizio di "relativizzazione" del campionato biancoverde, si può pensare di far crescere con maggiore tranquillità i ragazzi biancoverdi. In tal senso non è difficile cogliere diversi aspetti positivi che la sfida con il Sorrento ha restituito alla truppa di Bucaro. Primo fra tutti un ritrovato dispositivo tattico, da parte del tecnico siciliano, forse piu' congeniale alle caratteristiche tecniche dei singoli elementi che compongono la rosa avellinese: il 4-4-2, che, al di là del modulo specifico, ha dato conferma che può mettere i singoli calciatori biancoverdi nelle condizioni di rendere al meglio. Per esempio, Il reparto che fino alla quarta partita era stato piu' nell'occhio del ciclone, il centrocampo, ha saputo dare una prova convincente, proprio contro una squadra organizzata ed esperta come il Sorrento. Gente come D'Angelo e Correa (restituita ai propri connotati tecnico-tattici) contro i Costieri ha fatto un'accettabile figura. Un altro aspetto positivo è il grande volume di gioco espresso al cospetto di avversari che sanno dare del tu alla palla. Mentre forse la nota piu' dolente per l'Avellino è scaturita dalle prestazioni molto deludenti dei cosiddetti under: Herrera, Thiam e Zigoni (in pratica tutti gli attaccanti) hanno giocato molto al di sotto delle proprie capacità e potenzialità tecniche (specie nel secondo tempo, nel corso del quale non sono riusciti a portare nessuna insidia alla porta sorrentina). Ma come ha detto Bucaro in sala stampa, nel dopo partita, i giovani sono cosi: oggi ti fanno una gara strepitosa, domani ti possono dare poco  o niente. Ecco questo appare, ad oggi,  l'elemento di maggiore criticità dell'Avellino: la giovane età di molti calciatori biancoverdi. Bisogna solo attendere (con pazienza) e sperare che i ragazzi crescano in fretta.
Intanto, 6 punti in cinque gare per i Lupi non ci pare siano proprio da disprezzare, soprattutto ove si consideri (come "invocato" innanzi, e come sarebbe bene che nessun tifoso dimenticasse!) che alla squadra biancoverde è stata chiesta semplicemente una salvezza, magari la piu' tranquilla possibile!

Sezione: Copertina / Data: Lun 03 ottobre 2011 alle 07:45
Autore: Rino Scioscia
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