Il calo dell’Avellino appare per certi versi inevitabile. Perché? Semplice. Se hai un attacco che è il quinto peggiore del campionato puoi fare benino, ma non benissimo. Se la difesa comincia a sbandare sistematicamente difficile che conservi anche l’ottimo piazzamento in zona playoff. E’ questo il sunto di due mesi terribili per i biancoverdi, che hanno portato a casa i tre punti solamente contro Bari e Modena. Si è detto più volte che uno dei fattori fondamentali nel calcio è il cinismo, la stoccata vincente che ti risolve le partite. Ecco, questo manca all’Avellino. Rastelli se ne è accorto e lo ha ammesso. Il mister, però, può farci ben poco. Basti pensare che Castaldo è fermo a quota 15 centri dal 28 febbraio e che il solo Trotta sta portando avanti gli irpini in zona gol. Le sue cinque marcature valgono oro e sono più di quelle messe insieme da Soumarè, Mokulu e Comi. I primi due non sono mai andati a segno, mentre il terzo è fermo a quattro dal 6 dicembre: Avellino-Crotone 1-2. Numeri pessimi per chi dovrebbe essere un bomber. Ecco, quindi, che non c’è da meravigliarsi se i playoff non sono più al sicuro. Serve una scossa in attacco, subito. 

Sezione: Copertina / Data: Mar 21 aprile 2015 alle 12:58
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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