“Ora basta. Non ho mai voluto affrontare il tema arbitri per lo stile Avellino che ha caratterizzato da quando ho rilevato con mio figlio Massimiliano questa società. Non abbiamo mai debordato con giudizi che a mio avviso fanno male al calcio” – tuona il Presidente Walter Taccone dalle colonne de “Il Mattino”. Ma ora si è superato ogni limite. Penalizzarci in modo così assurdo è indegno. Sul gol di Angiulli  si poteva anche credere ad un errore umano. Poi però gli errori sono diventati due con quel fallo immenso e sotto gli occhi delle telecamere Sky. E, allora, devo dire che probabilmente c'è malafede" continua il numero uno del club biancoverde. Taccone sbotta ancora è come un fiume che esonda rabbia: "Intollerabile trattarci così, è inammissibile; ho telefonato al presidente Abodi per comunicargli il mio dissenso e, quello di cui mi faccio portavoce, oltre che dei miei calciatori anche dei tifosi che al solito hanno seguito la squadra con grande affetto, sobbarcandosi l'ennesimo sacrificio vista la distanza di questa trasferta. E' una mancanza di rispetto verso di loro e verso l'intero pianeta calcio: non voglio sembrare esagerato, ma comportamenti e decisioni del genere, nel nostro caso per giunta a raffica, oltre che penalizzare chi ingiustamente li subisce per l'obiettivo finale cui una squadra ed una società puntano, offendono l'ambiente e lo spettacolo. Bisogna far qualcosa non solo per l'Avellino, prendere provvedimenti veloci e seri contro chi mistifica uno spettacolo di sport che è prima specchio di valori calpestati ed è poi anche di potenziali interessi spezzati in caso di obiettivi finali forzatamente fatti deragliare da leggerezza e incompetenza. E mi fermo qui". Avellino sotto tiro: "Non vogliamo fare le vittime, oramai è una costante che ogni domenica ci capiti qualcosa: il rigore evidentissimo su Galabinov nella sfida con la Ternana è solo l'ultimo episodio eclatante, dopo questi ultimi due, letteralmente vergognosi del Franco Ossola, che ci stanno fortemente penalizzando. Una nota frase di un film famoso recita che "non bisogna mai dire mi dispiace", io, invece, lo urlo a tutto tondo verso il Palazzo per una protesta che rimane civile, ma che tassativamente vogliamo, pretendiamo, venga raccolta per mettere sul banco degli imputati chi sbaglia. Debolezza o incapacità umane, d'accordo, ma negli ultimi tempi sono diventate costanti sempre a danno dell'Avellino". Deluso il patron anche per i suoi ragazzi: "Sono stati meravigliosi, hanno risposto in modo esemplare e da uomini allo scivolone interno col Lanciano, disputando una gara perfetta, grazie anche a mister Rastelli che ha schierato una formazione impeccabile, ovviando anche alla defezione di Arini, che era forzata e non certo una scelta tecnica. Tutti giganti da Galabinov, superbo e sfortunato, a Ciano, perfetto e cinico nello sbloccare il match, ad Angiulli e D'Angelo, con Schiavon e Millesi, gladiatori in mezzo al campo, come pure Peccarisi, Pisacane, Fabbro e Bittante che ha servito ad Angiulli quel pallone che è rimbalzato indiscutibilmente oltre la linea bianca della porta di Terracciano. Su quest'ultimo c'era un fallo grande quanto una piramide. Ma nessuno, purtroppo, li ha visti ed ha sanzionato, come era d'obbligo e doveroso, un funale indegno, farcito dalla rabbia legittima dei nostri calciatori. Rastelli è stato bravo a contenere la rabbia dei suoi. Fanno male le lacrime di Terracciano che fanno assai male e contagiano un gioco in cui vincere è legittimo per chi è più bravo. Oggi lo era stato l'Avellino, ma qualcuno ha impedito di farci vincere".

Sezione: Copertina / Data: Dom 23 febbraio 2014 alle 10:59
Autore: Redazione Web
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