Analizzando le statistiche relative al rendimento dei lupi nel campionato cadetto, si rileva un dettaglio utile a comprendere il cinismo dell’undici biancoverde. Quelle di Lanciano e Siena infatti sono state le gare in cui l’Avellino ha rimediato sconfitte ma anche quelle nelle quali non è riuscito ad andare a segno, anche solo per siglare la classica “rete della bandiera” come nel caso dello sfortunato match in Toscana, fortemente condizionato da imperdonabili errori arbitrali del sig. Chiffi di Padova. In tutte le altre nove gare del campionato cadetto, i lupi infatti realizzato tutte reti che sono risultate utili per mettere in cassaforte punti preziosi, vittorie o pareggi. Il gol di Emiliano Massimo, ad esempio ha consentito all’Avellino di raccogliere comunque un punto purchè stretto in quel di Pescara, al pari di quelli siglati rispettivamente da Mariano Arini nella gara interna dallo stesso epilogo contro il Varese e da Alessandro Fabbro sul campo del Latina. Parimenti fruttuosi e redditizi anche il gol di Castaldo contro la Ternana, quello di D’Angelo contro il Bari e non per ultime la rete sul rigore e la doppietta messe a segno da Galabinov utili a consentire ai lupi di conquistare 6 punti contro Empoli e Cittadella. Utili, infine, anche i gol di Zappacosta contro il Novara e di Galabinov contro il Carpi per portare a proprio favore l’andamento della gara al pari di quelli di D’Angelo e Soncin nell’ultima gara al Partenio Lombardi, importanti per mettere in cassaforte il successo con gli emiliani.

Sezione: Copertina / Data: Gio 31 ottobre 2013 alle 08:53
Autore: Angelo De Rogatis
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