Giorgio Perinetti, direttore dell'area tecnica dell'Avellino, ha parlato a Zona Verde, format di Sportchannel 214, soffermandosi su diversi temi, tra cui il mercato, in questo mese importante e il derby con la Juve Stabia.
Queste le sue parole: "Ci tengo innanzitutto a fare gli auguri di buon anno a tutti i tifosi dell'Avellino".
Sulla partita a Latina: "E' stata fatta una grande partita, nell'analisi generale, Pazienza ha fatto bene anche a rimarcare qualcosa di negativo, come la fase iniziale, in una situazione tutta positiva, un 5-0 importante. Abbiamo espresso un grande calcio per tante partite importanti. Non voglio tornare al solito discorso, che noi abbiamo preparato una squadra che quasi mai abbiamo avuto al completo, per infortuni vari. La serie di infortuni che ci ha accompagnato nel girone di andata ovviamente ci ha condizionato. Oggi che abbiamo recuperato quasi tutti, insieme a Russo, che per noi è un giocatore fondamentale, siamo ottimisti per fare un grande girone di ritorno".
Su Russo: "Gli ultimi controlli lo danno come completamente recuperato, è chiaro che per inserirlo ci vorrà del tempo perchè deve recuperare la forma giusta. Per noi resta un giocatore fondamentale".
La passione dei tifosi: "Il tifoso è appassionato, vuole vincere, vuole sempre il meglio, quindi è normale che abbia questa altalena di emozioni, quindi va giustificato. Abbiamo una società forte, importante alle spalle come la famiglia D'Agostino, abbiamo una società esperta e un allenatore capace, voluto, desiderato. Abbiamo tutto per poter fare un grande girone di ritorno. Il campionato resta molto difficile, c'è la sorpresa Juve Stabia, ma restano altre come Casertana e Picerno. Noi siamo attrezzati, abbiamo un obiettivo chiaro da raggiungere e ogni giorno lavoriamo per raggiungerlo, noi siamo i primi che vogliono lottare fino all'ultimo minuto per essere lì".
Sul mercato: "Faccio un piccolo preambolo. Noi ci siamo seduti prima del mercato, con Pazienza, che è entrato alla terza giornata e quindi non ha costruito la squadra in estate. Pazienza ha comunque ereditato una squadra forte, ha conosciuto i giocatori, qualcuno lo ha rivalutato. Pazienza ha le sue idee e ha indicato qualche giocatore più funzionale al suo modo di vedere il calcio. Noi ci siamo messi subito a lavorare, ci ha indicato Liotti e De Cristofaro. Avevamo intenzione di prendere anche Molina, avevamo il sì, poi la Serie B lo ha vincolato e ha rinunciato a un contratto di due anni e mezzo con noi per farne uno di 6 mesi col Sudtirol. Se possiamo fare qualche altro accorgimento lo faremo. Ad Avellino, scusate se lo dico in romanesco, sembra la "pigna dei coglioni", si fanno sempre nomi. Noi sul mercato ci siamo, abbiamo già preso 2 calciatori e sarebbero stati 3, se Molina non avesse cambiato idea il giorno delle visite mediche. Sul mercato posso dire che ci siamo e saremo vigili. Una società che vuole vincere deve avere una rosa forte, io parlo dei doppi ruoli, tanti titolari, soprattutto in allenamento, perchè si crea la competitività".
Sul rapporto coi i calciatori: "L'età mi porta a considerarli come figlioli. Poi penso che il mio rapporto con loro deve essere segnato solo da una parola, rispetto. Loro sanno che se loro hanno bisogno ci sono, sanno che se vogliono sfogarsi ci sono, sanno che faremo tutto il possibile per farli star bene. I giocatori hanno spesso un atteggiamento, sono professionisti nei diritti e dilettanti nei doveri. Ma devono avere una professionalità da difendere, hanno una maglia dove sotto batte un cuore e non il tintinnio delle monete. Avranno tutto il mio aiuto ma in cambio devono dare rispetto, aiutarsi con i compagni, non mettere in difficoltà l'allenatore e comportarsi prima da uomini che da calciatori".
Difesa fondamentale: "Assolutamente sì, io parlo della Juve Stabia, che ha fatto un girone d'andata unico, è stata la miglior difesa d'Europa con un ottimo allenatore, come Pagliuca. I nostri numeri in difesa sono importanti e fanno sì che da lì si possa costruire qualcosa di importante".
Sulla Juve Stabia: "Grande onore a loro, un girone di andata straordinario, tutti bravi, un allenatore forte, ma si può dire che non ci sia stata una programmazione, c'è anche casualità in quello che fai e quello che trovi. Anche a me a volte è capitato di vincere per caso e in anno di vincere con merito. E' un avversario che rispettiamo, sono primi ed è giusto che ora abbiano la pressione del primo posto, come l'abbiamo avuta noi all'inizio e il Benevento. C'è stato l'equivoco all'andata del termine 'squadretta' utilizzato da Rastelli, che non voleva offendere nessuno, ci hanno ricamato sopra per 20 partite. Affrontiamo una squadra dinanzi alla quale al momento ci togliamo il cappello. Sono i primi, i campioni d'inverno e sabato li affronteremo con grande rispetto. Poi il calcio è una bilancia, non abbiamo la formula magica. Faremo di tutto per contrastare questo dominio fino alla fine".
Differenza tra giocare in casa e fuori: "Ci sono tante concause, non c'è una sola risposta. Ci mancavano in alcune gare giocatori che potevano saltare l'uomo, Russo non lo abbiamo mai avuto e speravo di recuperarlo prima, lo stesso Varela e Sgarbi sono stati fuori. Poi è chiaro che con squadre che si chiudono si possa fare più fatica, ma per esempio, con la Virtus Francavilla ci fischiano rigore su Gori, vinciamo la partita. Mi auguro che si possa invertire la tendenza in casa e fare come si sta facendo in trasferta".
Soddisfazione sul mercato: "Sempre si cerca di fare meglio, abbiamo dato via 19 giocatori, presi 15, magari in alcune situazioni siamo stati fortunati, in altre meno. Non siamo fenomeni, gli errori ci possono essere, come ho detto prima, spesso per vincere c'è la casualità".
Sul lavoro: "La passione, la voglia, la professionalità c'è. Vorrei regalare qualcosa di importante ai tifosi e anche a me stesso. A dicembre ho avuto problemi fisici, acciacchi vari, ho perso una figlia, ma il 5 gennaio ad Avellino c'erano due giocatori nuovi. Ho detto sempre che un allenatore, una società, un club non vincono da soli. I tifosi, la piazza, devono essere in sintonia, sinergia, anche con la stampa, che deve essere critica, ci mancherebbe, ma in maniera costruttiva".
Su Garattoni: "Proposta dell'Avellino bassa? Io penso che la loro richiesta sia alta, fuori mercato. Ma abbiamo 23 giorni, le cose possono cambiare".
Su Starita: "Lo stiamo trattando da questa estate, ora stiamo sentendo numeri che non meritano neanche risposta, giriamo le spalle e guardiamo altrove".
No a follie: "Non andremo a stravolgere la rosa, rispettando anche chi c'è e sta giocando da giugno con noi. Faccio un esempio, se prendiamo Starita e gli diamo un ingaggio altissimo, cosa dirà Sgarbi che prende un ingaggio normale?".
Sul difensore Llano: "Esterno destro, i Newell's Old Boys hanno tanti giovani interessanti".
In uscita: "D'Amico è andato, stiamo cercando di trovare una soluzione per Mazzocco".
Su Maisto: "Credo molto in lui, ha potenzialità enormi, può diventare un giocatore importante, ma deve superare la sua pigrizia, deve staccarsi da un cordone ombelicale, il suo attaccamento al territorio. Lui tecnicamente può fare tutto ma deve metterci più continuità e desiderio di maturazione e speriamo che lo faccia, perchè può essere un giocatore davvero importante".
Su Sgarbi: "La possibilità di poterlo tenere dipende dalla promozione, perchè magari in B può scegliere di restare qui la prossima stagione. Per ora ce lo godiamo, poi si vedrà".
Su D'Agostino: "Ho trovato un presidente che ha rispetto dei ruoli, che si dialoga, ha una grande capacità di ascolto, mi ricorda Dino Viola, presidente della Roma. Per umanità mi ricorda anche Vincenzo Matarrese, a Bari. L'Avellino ha la fortuna di avere D'Agostino come presidente, c'è Giovanni a cui ho fatto l'esame da direttore sportivo".
Sull'obiettivo: "Non posso promettere di vincere, è il bello del calcio. Ma quello che posso promettere è che questa squadra lotterà fino alla fine per provare ad arrivare fino ala fine".
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