Dopo la presentazione del ds Enzo De Vito, la parola in conferenza è passata ai tre protagonisti: Pezzella, Massimo e Moxedano.

Pur avendo una certa esperienza alle spalle (ha 31 anni, ndr) – ha spiegato Pezzellaè per me un grande orgoglio vestire questa gloriosa maglia. Ad Avellino mi rimetto in discussione perché pur avendo vinto un campionato con la Juve Stabia, mi metto a disposizione di una società che ha un indiscusso blasone che voglio onorare al meglio. So che da me ci si aspetta molto perché vado a coprire un vuoto lasciato scoperto in squadra, anche se i ragazzi che vi si sono alternati prima di me hanno fatto bene. Ricci nello specifico è un giovane di qualità che può giocarsela tranquillamente, affidabile e sicuro. La salvezza resta naturalmente il nostro primo obiettivo, per esperienza so che nel girone di ritorno comincia un altro campionato per cui bisogna dimenticare quanto fatto finora per raggiungere quanto prima la salvezza, e poi cominciare a divertirsi”.
A nostra domanda sul peso che sente nel presidiare una zona difensiva, quella sinistra, sulla quale sono arrivati spesso cross che hanno portato al gol, Pezzella risponde: “So che l’Avellino cercava un uomo di esperienza, sono qui per dare una mano a una difesa che comunque non è scarsa come sento dire”.

La parola passa poi a Moxedano, che più o meno ripete le parole rilasciate a noi in esclusiva qualche giorno fa: “Sono qui per giocarmi una carta importante della mia carriera. Sono onoratissimo di vestire questa maglia; quando l’anno scorso sono giunto al Partenio da avversario mi sono emozionato nel giocare qui; è per me, quindi una gioia immensa vestire ora questa maglia”. A nostra domanda (“Hai sempre giocato in categorie inferiori e a 27 anni puoi fialmente dimostrare il tuo valore”) ha risposto: “Effettivamente mi gioco una chance importante ma sono pronto e convinto di poter far bene. Mi trovo bene nel gioco adottato da Bucaro e ho già giocato nel 4-3-3”.

Infine Massimo, un ’89 con cui l’Avellino copre la necessità di avere in rosa under per il discorso del minutaggio: “Sono orgogliosissimo di essere ad Avellino, una piazza importante, pur arrivando dalla Roma, dove ero entrato nel giro della prima squadra. Qui trovo una realtà completamente diversa rispetto ad Aversa, bisogna lavorare tanto, metterci impegno ma penso di avere le caratteristiche giuste per il gioco di Bucaro. Il tecnico mi ha fatto una buona impressione, mi stimola molto e sin dai primi giorni di allenamento ha preteso e pretende tanto da me”. Nel 4-3-3 oltre ad attaccare bisogna anche prestare attenzione alla fase di interdizione, gli chiediamo: “A me piace molto impostare – risponde – un po’ meno difendere, ma con l’aiuto del mister cercherò di acquisire i requisiti fondamentali per fortificarmi anche in fase di non possesso”.

Sezione: Copertina / Data: Gio 05 gennaio 2012 alle 12:16
Autore: Rino Scioscia
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