La tanto attesa svolta non è arrivata. L'Avellino perde malamente a Latina e torna a casa con una sconfitta molto pesante. L'atteggiamento in campo non è stato quello giusto, sin dalle prime battute di gioco. Si è avuta subito la sensazione di un'altra gara da giocare in attesa dell'avversario, con poche possibilità di fare gol o di rendersi pericolosi. E' chiaro che il Latina, giocando tra le mura amiche e con una classifica molto più delicata rispetto a quella dei lupi, avesse maggiori motivazioni ma un atteggiamento del genere da parte della squadra irpina non è tollerabile. Non lo meritavano i tifosi biancoverdi, encomiabili, gli unici a salvarsi da questa debacle. Marcolin ha messo in campo lo stesso undici della scorsa settimana, eccezion fatta per Visconti che, causa squalifica, è stato sostituito da Pucino. Per la seconda gara consecutiva, però, i lupi non hanno mai tirato verso lo specchio della porta. Un dato che preoccupa non poco in vista del finale di stagione.

Non ce ne voglia Marcolin che, essendo arrivato da poco, non può essere considerato il principale responsabile di questa sconfitta, ma ci è sembrato assurdo e anche ingiusto vedere di nuovo in panchina Mokulu. Non lo merita il ragazzo per quanto ha dato fino ad ora ma non è solo una questione di meritocrazia. Mokulu e Joao Silva sono le uniche due punte centrali in rosa. Castaldo e Tavano sono attaccanti con altre caratteristiche. Tesser aveva, forse, insistito troppo con il suo 4-3-1-2 ma la squadra era in grado di offrire maggiori spunti sotto l'aspetto difensivo. Invece, con l'attuale sistema di gioco i lupi non riescono mai a far male agli avversari, perché mancano gli interpreti per il 4-3-3. In rosa ci sono quattro attaccanti e diversi giocatori offensivi ma non ci sono esterni, ad esclusione di Gavazzi.

Ripetiamo, il nostro non è un atto d'accusa nei confronti di Marcolin. Crediamo che le colpe di tutto ciò siano soprattutto della società che, quest'anno, non ha compiuto le scelte migliori dal punto di vista tecnico e che anche quando ha agito ha sbagliato le tempistiche. Sarebbe stato meglio proseguire con il tecnico di Montebelluna fino al termine della stagione o, in alternativa, prendere un allenatore poco propenso alle sperimentazioni e capace di schierare la squadre adattandosi al materiale a sua disposizione. Gli esoneri, però, raramente danno la svolta e probabilmente sarà così anche per l'Avellino. Sta di fatto che Marcolin e la società devono far capire alla squadra che il campionato non è ancora finito e che ci sono ancora punti da conquistare per raggiungere quello che in questo momento rimane l'unico obiettivo concreto ottenibile: la salvezza. Speriamo che già a partire dalla gara con il Pescara in campo scenda una squadra con tutt'altro atteggiamento e con la voglia di sudare la maglia e di rispettare quei tifosi che con, passione e sacrifici, continuano a supportare i calciatori dal primo all'ultimo minuto di ogni gara.

Sezione: Copertina / Data: Dom 03 aprile 2016 alle 08:02
Autore: Carmine Roca / Twitter: @carm_roca
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