Non si sottrae dall'esternare pubblicamente la sua soddisfazione il numero uno del club biancoverde, il patron Walter Taccone tra i pochi a crederci fin da subito nelle potenzialità di De Angelis e compagni: "Quando abbiamo iniziato questo campionato come società avevamo preventivato l'accesso ai play-off. Ma personalmente e sapete che non mi sono nascosto mai dietro un dito, consapevole del valore del suo gruppo, fin dalla prima giornata ho sempre affermato che avremmo centrato la promozione senza passare per la lotteria degli spareggi”. Un successo costruito nel tempo, del quale il presidente non esita ad indicare quale principale artefice Massimo Rastelli, quel tecnico da lui sempre difeso e sostenuto soprattutto nei periodi inizialmente frequenti delle contestazioni: “Devo dare merito a mister Rastelli di essere riuscito a costruire un gruppo, lavorando non solo su coloro che di settimana in settimana erano chiamati a scendere in campo ma, anche e soprattutto, su quegli elementi che non partivano nella formazione titolare, ai quali non ha indugiato a concedere le meritate chance nei momenti opportuni. Grazie alla sua regia, i ragazzi hanno imparato innanzitutto a conoscersi e a rispettarsi e poi a sostenersi ed aiutarsi reciprocamente nei umomenti di difficoltà e di questo è stato sapiente artefice il tecnico senza cui difficilmente questa atmosfera nello spogliatoio si sarebbe creata. Ma un allenatore preparato, capace e competente anche per quanto concerne l'aspetto tattico che interpreta le gare in modo magistrale. Ora pensiamo a festeggiare ma già nei prossimi giorni parleremo con Massimo, in quanto per me lui deve restare il nostro condottiero anche nella prossima stagione. Non può che meritare la fiducia un allenatore che in un anno sui due a disposizione è riuscito a raggiungere il traguardo che ci eravamo prefissati". Immancabile da parte del presidente il ringraziamento nei confronti dei tifosi, quella parte da lui tanto invocata durante la stagione e ora finalmente "ritrovata": "Quando  
abbiamo deciso di prendere in mano le sorti del calcio biancoverde, non tutti erano dalla nostra parte. Inizialmente l’As Avellino non era molto amata ed era seguita da 30-40 persone. Poi piano piano, complici anche i risultati, siamo riusciti a ricostituire il pubblico dei vecchi tempi e con Nocerina e Andria si sono registrati numeri che non si erano visti nemmeno nelle precedenti stagioni di cadetteria. Merito anche a coloro che nell'ambiente hanno lavorato intensamente affinchè si ricomponessero tutte le divisioni, così da permettere che il contributo del pubblico potesse divenire finalmente realtà. Ora non ci resta che continuare a festeggiare tutti insieme il ritorno in un calcio che più si addice alla piazza biancoverde, rispetto ai meandri della terza serie.
 

Sezione: Copertina / Data: Lun 06 maggio 2013 alle 10:09
Autore: Angelo De Rogatis
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