Le cronache della partita andata in scena allo Stadio dei Pini di Viareggio ci restituiscono un coro unanime di consensi per la squadra biancoverde. In effetti, ad analizzare ciò che hanno mostrato i Lupi in Versilia, al di là della loro vittoria (forse un pò piu' netta di quanto non dica il risultato finale), si può  a giusta ragione pensare che la quarta giornata di campionato possa costituire per l'Avellino l'inizio di un nuovo corso. E ciò muove dal fatto che un allenatore come Giovanni Bucaro (dalla cultura calcistica di ispirazione zemaniana), nel preparare il suo piano partita per la trasferta di Viareggio, abbia saputo trovare concreta ispirazione partendo da un non frequente (specie nel calcio) esercizio di autocritica. Bucaro è persona intelligente, ed in quanto tale, ha saputo cogliere le problematiche tecnico-tattiche che avevano angustiato e determinato le due sconfitte consecutive dei Lupi. Alle situazioni di criticità di origine "strutturale" della squadra biancoverde, il tecnico palermitano ha posto rimedio rivisitando il bagaglio tecnico dell'intera rosa a disposizione. E lo ha fatto cercando di rispondere ad un'elementare esigenza: mettere gli uomini giusti al posto giusto. Cosa, che per stessa ammissione di Bucaro, non era avvenuta nelle prime tre giornate di campionato, nelle quali l'Avellino (anche  nella gara contro il Foligno, che pure era riuscito a fare propria) aveva palesato imbarazzanti limiti specie nella fondamentale fase di gioco del non possesso. La bella  (e per certi versi non sorprendente) vittoria in Versilia (ottenuta, per giunta, in una gara che aveva già i connotati dello scontro diretto) è stata originata da uno schieramento molto piu' razionale e produttivo sul piano tecnico-tattico, facendo, cioè, ricorso all'esperienza ed alle particolari attitudini degli uomini scesi in campo. Un Labriola, difensore navigato in luogo di uno Zappacosta che, giovanissimo, non ha ancora nel suo dna la fase difensiva; un posizionamento in campo finalmente consono alle peculiarità tecniche di D'Angelo e Millesi (due tra i calciatori fondamentali di questa squadra); l'inserimento tra i titolari di un ragazzino, il Nino Herrera, che sa saltare l'uomo con semplicità disarmante; la scelta di Zigoni, prima punta a supporto di un De Angelis (poi subito sostituito, per infortunio, da un ragazzo imprevedibile ed estroso come Thiam, di cui i tifosi biancoverdi non faticheranno ad innamorarsi) finalmente restituito al suo gioco ideale (seconda punta molto tecnica,  mobile ed intelligente, che attacca gli spazi e salta l'uomo) hanno inciso in maniera significativa sulla conquista dei tre punti in Versilia. Ecco tutte queste positive novità, frutto anche di un'intelligente resipiscenza di Bucaro,  possono "promettere"  e permettere all'Avellino un campionato fatto di minori incognite e piu' "ragioni" di fiducia nel raggiungimento del proprio obiettivo.

Sezione: Copertina / Data: Lun 26 settembre 2011 alle 08:00
Autore: Rino Scioscia
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