Vuoto normativo e "Caso Nadarevic": ecco come l'Avellino ha vinto il ricorso per Alfageme

04.02.2019 19:49 di redazione TuttoAvellino Twitter:   articolo letto 3061 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Vuoto normativo e "Caso Nadarevic": ecco come l'Avellino ha vinto il ricorso per Alfageme

In attesa della pubblicazione del dispositivo del TFN sull'accoglimento del ricorso presentato dall'Avellino avverso il mancato tesseramento di Alfageme da parte della FIGC, emergono le prime indiscrezioni sulle motivazioni che hanno spinto l'organo giudicante di Via Campania a dare ragione al club biancoverde.

La difesa dell'Avellino rappresentata dall'avvocato, nonché presidente, Claudio Mauriello - come spiegato da SportChannel - si sarebbe basata su un precedente che vede per protagonista il calciatore bosniaco Enis Nadarevic, escluso dalla rosa del Varese poiché la FIGC non permetteva il tesseramento di nuovi stranieri, anche se l'attaccante risiedeva in Italia con regolare permesso di soggiorno già da diversi anni. 

Il Varese si era poi visto accogliere il ricorso poiché escludere Nadarevic sarebbe stato come discriminare la sua etnia. Avvalendosi dell'articolo 44 del Testo Unico sull'immigrazione la società lombarda aveva potuto tesserare Nadarevic e schierarlo regolarmente in campo.

Inoltre l'Avellino avrebbe fatto valere il mancato regolamento che disciplina il trasferimento di un atleta extracomunicario da una lega a un'altra, in questo caso dalla Lega Pro alla LND. Un vuoto normativo che è servito ai biancoverdi per vincere in appello e tesserare Alfageme e che sicuramente farà giurisprudenza per il futuro.