Ospite della trasmissione "Contatto Sport" in onda questa sera su Primativvú, il terImo biancoverde Davide Zappacosta ha parlato della sconfitta di Cesena e di molti altri argomenti: "Siamo usciti con l'amaro in bocca. È stata una partita che non meritavamo di perdere. Nel primo tempo abbiamo giocato bene ad alti ritmi con tante occasioni create. Purtroppo anche un paio di episodi ci hanno condannato, ma l'Avellino non ha demeritato". Sul pugno di Coppola di Zappacosta: "Io dal campo ho visto subito i due pugni rifilati a Pisacane, non capisco come non si possa non vedere. La palla era anche in movimento e quindi sarebbe stato rigore ed espulsione. Peccato, ma ci proveremo alla prossima".  Sulle prossime partite: "Abbiamo tutte partite importanti. Adesso pensiamo allo Spezia. Dobbiamo cercare di batterli anche per superarli in classifica e rilanciare le nostre ambizioni playoff. Però, come sempre, dobbiamo pensare partita dopo partita". Sul ricordo del 5 Maggio 2013: "Ho ancora i brividi. Ad un anno di distanza le emozioni si fanno ancora sentire. Sono orgoglioso di aver fatto parte di una pagina storica di una società importante come l'Avellino". Sul modulo: "È indifferente giocare o a 5 o 4. I moduli sono relativi e per noi calciatori non ci sono problemi". Sull'appannamento di metà stagione: "Purtroppo dopo l'infortunio non è stato facile rimanere su quei standard di inizio stagione, ma non cerco assolutamente alibi. In allenamento sto lavorando anche di più per ritrovare la forma migliore. Anche le critiche servono per farmi crescere e le accetto tranquillamente sperando di smentirle". Appello ai tifosi: "Mi unisco a Franco Iannuzzi nell'augurio di vedere sabato lo stadio pieno. La Curva Sud non ci ha mai lasciato soli". Sul futuro e sulle voci di mercato: "Sinceramente, non so ancora nulla. Penso solo a finire alla grande il campionato e poi si vedrà. Se dovessi andar via, spero di vedere l'Avellino in A e quindi nella categoria che gli appartiene, però ripeto adesso ancora non posso dire nulla sul futuro. Penso soltanto all'Avellino". Sul gol di Camporese: "Abbiamo subìto gol alla prima vera disattenzione, peccato. Per un portiere non è facile prendere un cross che arriva così forte". Il gol più emozionante: "Quello con il Novara alla prima in B. In generale quello di Zigoni a Catanzaro". Ritornando sulla partita di sabato a Cesena: "Ci può stare che dopo un bel primo tempo, nel secondo cali. Inoltre, il Cesena ha giocatori importanti e se prendono coraggio possono metterti in difficoltà". Sull'idolo: "Nedved è stato il mio vero idolo anche per la grande umiltà. Mi ispiro un po' a Maicon, ma i terzini della Nazionale Abate e De Sciglio mi piacciono molto". 

Sezione: Copertina / Data: Lun 05 maggio 2014 alle 23:05
Autore: Pasquale Nappo
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